Economia

Presentata l'edizione 2016. Ginevra scommette ancora tutto sull'auto

Ferdinando Sarno lunedì 22 febbraio 2016

Oltre a regalare moltissime novità di prodotto, l’86esima edizione del Salone dell’Auto di Ginevra 2016 sarà un importante banco di prova nel quale verificare, dopo i primi segnali di risveglio, come sta realmente il mondo dell’auto. La sensazione? Se da una parte c’è una gran voglia di ripartire, supportata dai numeri incoraggianti del mercato, dall’altra regnano ancora l’incertezza e il timore che il peggio non sia ancora passato. Insomma, si sta viaggiando ancora con il freno a mano tirato, in attesa che arrivi il momento giusto per… accelerare verso il traguardo.

 

Date e prezzi. Dieci giorni di Salone - dal 3 al 13 marzo con apertura dalle ore 10 alle ore 20 (ore 9-19 sabato e domenica), 16 franchi (14,50 euro) il prezzo del biglietto -  faranno da sfondo a un fitto calendario di eventi interamente dedicati al mondo dell’Auto e dell’automotive, premiazione “Car of the Year” compresa. Una commissione composta da 58 giornalisti specializzati provenienti da 22 Paesi, dovrà nominare la più bella vettura fra 7 finaliste: Audi A4, BMW Serie 7, Jaguar XE, Mazda MX-5, Opel/Vauxhall Astra, Skoda Superb, Volvo XC90.

Lusso ed ecologia. I filoni di quest'anno? Come sempre auto sportive e di lusso catalizzeranno l'attenzione dei visitatori: Maserati, Ferrari, Bugatti, Porsche scelgono la Svizzera per presentare le loro novità. L’intero PAD 7 sarà riservato ai rivenditori di accessori e parti di ricambio mentre è consigliata una visita al PAD 3, quello interamente dedicato a TAG Heuer che esporrà i suoi 100 di storia dell'orologeria e il legame con il pianeta auto. Saranno 156 le anteprime mondiali e europee annunciate dalla case automobilistiche. Main sponsor dell’edizione 2016 è l’Ufficio federale per l’Energia (BFE) che, grazie alla campagna CO2rabassato.ch intende dimostrare che, alla guida di una vettura, ci si può divertire anche senza consumare troppo carburante, quindi inquinando di meno. Ecco perché metterà a disposizione di tutti i visitatori una app per Android e IOS scaricabile gratuitamente che agli stand segnala i modelli le cui emissioni non superano i 95 g/km di CO2.
 
I numeri. Il contesto è confortante: in Europa (dove gennaio è stato il 29° mese di fila con segno positivo), il 2016 si è aperto con il superamento della soglia simbolica del milione di immatricolazioni: sono state, secondo i dati diffusi dall'Acea, 1.093.565, pari a un aumento del 6,8% rispetto a un anno fa. Una partenza d’anno positiva, quindi, anche se più prudente rispetto al +16,6% di dicembre, al +10% del quarto trimestre del 2015 e al +9,3% della scorsa stagione. Il 2015, poi, si è dimostrato favorevole anche per il mercato statunitense che ha registrato un + 9% rispetto al 2014, il migliore dal 2000. Tutte buone notizie che dovrebbero rassicurare gli scettici riguardo al futuro. A crederci è soprattutto Maurice Turrettini, Presidente del Salone internazionale dell’auto di Ginevra.   Presidente, da sempre Ginevra è stato definito “il Salone degli italiani”. Ma quanto vale in percentuale il visitatore italiano?«Dal 2011 a oggi c’è stata una crescita annuale prima del 2, poi del 4, del 5 e del 6 per cento, su un totale di circa 700.000 visitatori».
Qualcuno sostiene che i saloni dell’auto sono destinati a scomparire: qual è la sua ricetta per fargli cambiare opinione?«Sono convinto che i saloni hanno ed avranno ancora un futuro, a condizione di offrire degli allestimenti e dei servizi di qualità, nonché una buona organizzazione e, ovviamente, la presenza di tutte le marche prestigiose».
Internet anticipa i tempi e le novità: è un bene o un danno?«Se è vero che oggi si possono vedere su internet immagini e video delle novità auto è altrettanto vero che, per l’appassionato, non è la stessa cosa che vederle dal vivo. Certo, le informazioni, anche se talvolta errate, sono importanti, ma il contatto diretto con la vettura è fondamentale».
I giovani “snobbano” un po’ le auto: cosa bisogna fare per attirare la loro attenzione?«E’ vero. Una volta i giovani non vedevano l’ora di compiere i 18 anni per fare la patente mentre adesso hanno altri interessi. Certo, stiamo cercando di fare qualcosa: siamo presenti sui social network, inviteremo a Ginevra anche dei blogger e abbiamo messo a disposizione delle app specifiche».
Anche se i numeri vi danno ragione, cosa bisogna fare per migliorare ancora i saloni dell’auto?«C’è molto da fare. Ed è per questo motivo che periodicamente facciamo dei sondaggi per sapere, sia da parte degli espositori sia da parte dei visitatori, se i servizi sono adeguati, se hanno mangiato bene, se hanno dovuto fare delle code e altro ancora. Per esempio, stiamo cercando di comunicare ai visitatori che abitano vicino a Ginevra di venire al salone durante la settimana diminuendo l’afflusso di visitatori che normalmente c’è durante il week end.
Qual è il visitatore tipo del Salone di Ginevra?«Non c’è un visitatore tipo perché al salone ci vengono tutti: uomini e donne, famiglie, persone di mezza età, anziani e giovani».
Ginevra deve il suo successo anche al suo particolare format...«Certo. Qui oltre a vederle, la gente le auto le può comprare: è unaformula che piace. Nonostante i media e internet la gente haancora bisogno di toccare e vedere dal vivo le auto che magariha sempre e solo sognato».