Economia

L'intervista. «Parco Valentino: auto da sogno a portata di tutti»

Alberto Caprotti mercoledì 7 giugno 2017

Uno degli stand nel Parco durante l'edizione 2016

Passione, prima di tutto. E poi spettacolo, la possibilità di accesso gratuito, l’orario allungato fino a tarda sera: sono questi i principali ingredienti della 3ª edizione del Salone dell’Auto Parco Valentino, in programma da oggi a domenica a Torino. Una formula che riporta l’automobile al centro, e soprattutto offre anche alle famiglie la possibilità di accedere a un mondo sempre più lontano dalla gente con i suoi Saloni tradizionali, ormai superati e non a caso sempre più abbandonati anche dai costruttori. Quello di Torino invece è un evento globale, che esce dagli ambienti chiusi e restituisce a un’intera città i sogni, i colori, le ruote e tutto quanto le circonda.

Numerosi gli appuntamenti in programma, con eventi che approfondiranno differenti tematiche del mondo automotive. Come sottolinea Andrea Levy, presidente del Salone di Torino, «all’anima statica dell’esposizione all’aperto delle novità commerciali e anteprime del Parco Valentino, cuore pulsante della manifestazione, si affianca quella dinamica di piazze e Residenze Sabaude che si trasformeranno in location prestigiose per meeting di supercar, auto elettriche, regine del motorsport e le ultime novità di auto con dispositivi di guida assistita. Un programma che è piaciuto ai brand automobilistici, che confermano la loro massiccia presenza al nostro Salone, e che siamo sicuri entusiasmerà gli 800.000 visitatori che pensiamo affolleranno i nostri stand. Ma se il meteo ci darà una mano possiamo anche arrivare a 1 milione di presenze...».

Le due edizioni precedenti hanno confermato che si tratta di una formula vincente. Vi sentite degli innovatori in questo?
«Diciamo che siamo orgogliosi di aver interpretato il trend degli eventi con giusto anticipo. L’automobile oggi ha bisogno di eventi semplici, in contesti affascinanti, possibilmente all’aperto. Noi ci siamo ispirati a manifestazioni che continuano ad avere grande successo come Goodwood in Inghilterra, Peeble Beach in California, ma anche le nostre Mille Miglia e il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, che essenzialmente sono raduni di appassionati, dove i visitatori sono parte attiva».

Ingresso gratuito per il pubblico, spazi uguali per tutti i costruttori e non più di 4 vetture esposte per ogni marchio: anche questo sa molto di nuovo...
«Si vedranno auto da sogno, parleremo di grandi temi moderni, di alimentazioni alternative, di vetture antiche, di creatività e di design: di tutto e per tutti. Io la chiamo la “democratizzazione” degli eventi, ingrediente indispensabile per riportare l’automobile al centro e avvicinare la gente. In più c’è l’orario di apertura allungato fino a mezzanotte che contribuisce a questo, anche se in realtà il Parco non chiude mai».

Quanto conta la suggestione dei luoghi in cui si svolge il Salone?
«L’esposizione lungo i viali che hanno visto correre leggende del Gran Premio del Valentino come Ascari, Fangio e Nuvolari ha un valore di storia e cultura incredibile, al quale si aggiunge la bellezza del Parco Valentino che è impareggiabile».

Altro elemento unico del Salone di Torino, del tutto estraneo alle manifestazioni tradizionali: aver coinvolto tutta la città...
«Il Comune ci ha aiutato molto perchè ha capito il valore del progetto: Torino per cinque giorni ridiventa la capitale dell’automobile come lo fu un tempo, con appuntamenti ed eventi ovunque. E bello riscoprire intese, abbracciando chiunque abbia voglia di raccontare storie legate alle quattro ruote».

Ma la passione per le auto esiste ancora?
«Ne sono certo, ma occorre coltivarla. Soprattutto quella dei giovani. La generazione di chi attendeva con impazienza di compiere 18 anni per poter fare l’esame della patente e mettersi al volante è finita, ma l’automobile resta un potenziale polo di interesse formidabile se si riesce a valorizzarla con il giusto approccio. Il web fa già vedere tutto ormai: le novità del settore non hanno segreti, ma Parco Valentino è un grande punto di incontro per chiedere, scambiare opinioni, toccare con mano. Qui può rinascere la passione».