Economia

Retribuzioni. Ecco le regioni e le province che pagano meglio (e peggio)

Redazione Romana lunedì 14 dicembre 2020

La pandemia ha colpito anche gli stipendi

Il 2020 presenta un conto salato sulle retribuzioni variabili, che sono diventate una componente comunque importante del compensation mix dei lavoratori italiani (11,0% per i dirigenti, 6,2% per i quadri, 2,6% per gli impiegati; 1,2% per gli operai). In media il calo della Rga (retribuzione globale annua), infatti, è del 1,8%. «In questa nuova edizione 2020 – spiega Alessandro Fiorelli, ceo di Jobpricing) - abbiamo introdotto oltre all’analisi della Ral (retribuzione annua lorda) anche quella delle variabili. Le dinamiche dell’Rga in un mercato in cui le componenti variabili sono sempre più pesanti, ma in cui la crisi pandemica ha messo in crisi la performance di moltissime aziende, ci ha fatto presuppore che questa potesse essere una chiave di lettura interessante. E infatti quello che è emerso è che il 2020 si presenta in tutti i territori come un anno di contrazione degli stipendi, proprio a causa dell’impatto negativo che la crisi ha prodotto sulla parte variabile delle retribuzioni dei lavoratori italiani».

LE REGIONI
1. Il Trentino supera la Lombarda conquistando il primo posto del podio. Trentino-Alto Adige al primo posto con una Rga di 32.954 euro, mentre la Lombardia è in seconda posizione con 32.539 euro;
2. Il Lazio conferma il terzo gradino del podio con 31.391 euro;
3. Diminuiscono di una e scendono a sette le regioni che pagano più del mercato. Scivola sotto la media nazionale il Veneto con 29.891 euro;
4. In fondo alla classifica troviamo: Sardegna (26.480 euro) in 18esima posizione; Calabria (25.549 euro) in 19esima posizione e Basilicata (25.168 euro) in ultima posizione.

LE PROVINCE
1. Milano resta in prima posizione. Grazie a una Rga di 35.497 eruro. Milano stacca di quasi 2mila euro Bolzano e Trieste, rispettivamente seconda e terza in classifica;
2. Trieste sale di due posizioni con 33.513 euro;
3. Genova scivola di una posizione ed esce dal podio con 32.493 euro;
4. Scalata verticale per Sondrio, Ferrara, Terni e Imperia. Salgono tutte di 13 posizioni in classifica: Sondrio (29.713 euro – 29esima posizione); Ferrara (29.711 euro – 30esima posizione); Terni (27.913 euro – 62esima posizione); Imperia (27.357 euro – 74esima posizione);
5. In picchiata Lucca e Salerno. Perdono 13 posizioni: Lucca (28.906 euro – 46esima posizione); Salerno (26.720 euro – 81esima posizione);
6. Entra nella top 10 Piacenza. Sale di sette posizioni e conquista il decimo posto in classifica con 31.446 euro, scalzando Modena che scivola in 14esima posizione con 30.882 euro;
7. Tra le ultime dieci entrano Sassari e Lecce. Sassari perde otto posti e scivola in 100esima posizione con 25.286 euro. Lecce perde nove posti e scivola in 102esima posizione con 25.039 euro. Escono dalle ultime dieci Trapani e Taranto conquistando rispettivamente il 93esimo e 95esimo posto;
8. Solo 20 province pagano più della Rga media nazionale. Sono: Milano; Bolzano; Trieste; Genova; Bologna; Roma; Parma; Monza Brianza; Varese; Piacenza; Trento; Torino; Reggio Emilia; Modena; Lodi; Firenze; Verona; Bergamo; Ravenna; Como.

«La distanza tra regioni del Nord rispetto a quelle del Sud in termini retributivi continua a rappresentare una peculiarità del mercato del lavoro italiano – conclude Matteo Agrifoglio, executive director Centro Sud di Spring Professional -. Anche il fatto che sono sempre le stesse le regioni che entrano nella top 5 per retribuzione non deve stupire, vista anche la stagnazione dei compensi. Tuttavia, a guardare la classifica emerge una certa vivacità nelle aree periferiche. La classifica delle province infatti segna diversi cambi di posizione e nella top ten entra Piacenza con un balzo di sette posizioni. Questo tipo di andamento può essere riconducibile ad una sempre più diffusa specializzazione richiesta dalle aziende che capillarmente sul territorio influenza le dinamiche retributive».