Economia

Regione Friuli Venezia Giulia. Cresce la voglia di fare impresa

venerdì 27 novembre 2015
C'è voglia di impresa in Friuli Venezia Giulia. Lo confermano i dati di Imprenderò 4.0, il progetto, giunto alla quarta edizione, promosso e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del Fondo sociale europeo (Programma operativo 2007/2013 - Asse 2 Occupabilità Ppo 2013, Programma specifico n.8) e dal Programma esterno parallelo del Por Fesr 2007/2013 (rientrante nel Piano di azione e coesione - Pac - Garanzia Giovani Fvg) e arrivato a conclusione in questi giorni.All'evento conclusivo hanno partecipato l'assessore regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione, Pari opportunità, Politiche giovanili e Ricerca, Loredana Panariti, l'assessore all'Innovazione del Comune di Udine, Gabriele Giacomini, e il direttore del Consorzio Friuli Formazione (ente capofila del progetto), Andrea Giacomelli, che hanno rimarcato il buon esito delle iniziative messe in campo dai 10 partner di progetto.Sono infatti, a poco più di un anno dall'inizio dell'attività previste dal progetto, circa una cinquantina le imprese già attivate in Regione e molte stanno concludendo il loro iter di attivazione. Le nuove imprese coprono settori tra loro davvero eterogenei: si passa dai business più tradizionali alle start up innovative. Nello specifico, i settori sono così suddivisi: 2% agricoltura, 13% artigianato, 34% commercio/ristorazione, 13% Ict, 36% servizi, 2% startup innovative.Alcune startup innovative, nate a seguito del percorso proposto da Imprenderò, hanno partecipato a 'Start Cup Fvg', un’iniziativa promossa dagli atenei regionali, dalle Fondazioni bancarie, da Confindustria Fvg in collaborazione con i parchi scientifici tecnologici regionali e col sostegno della Regione Fvg, e una di esse ha anche vinto la competizione nella categoria Ideas."Tutto questo - sottolinea una nota - a riprova che fare sistema, costruire reti e sviluppare nuove competenze è fondamentale per creare e mantenere impresa. Il progetto Imprenderò 4.0 si è mosso in tale direzione, attuando collaborazioni e sinergie con gli attori che operano sul territorio, creando al contempo nuove e stimolanti iniziative in Friuli Venezia Giulia".La forma giuridica delle neoimprese è per il 30% lavoratore autonomo e per il 70% impresa individuale/società. A livello territoriale, le neoimprese sono così distribuite: 43% provincia di Pordenone, 39% provincia di Udine, 13% provincia di Gorizia, 2% provincia di Trieste, 2% estero (mediante internazionalizzazione d'impresa). Ha sostenuto lo sviluppo di oltre 350 progetti d'impresa (di cui circa 80 da parte degli under 30 - Garanzia giovani) con oltre 6.500 ore di consulenza individuale. Imprenderò ha realizzato un programma di educazione all'imprenditorialità molto intenso e vasto, coprendo l'intero territorio regionale, con circa 4mila partecipanti in aula, ai più di 140 seminari informativi e di orientamento e ai 36 corsi di formazione.Il successo di questo progetto è confermato anche dal fatto che Imprenderò 4.0 è stato considerato 'buona pratica' a livello nazionale ed è stato inserito come esempio di esperienza virtuosa promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia nel volume 'Garanzia Giovani: una sfida'.L'assessore regionale Panariti, rimarcando il successo dell'iniziativa, ha posto l'attenzione sull'importanza di supportare queste nuove imprese sottolineando che la Regione metterà a disposizione "dieci milioni del Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) proprio per queste iniziative; parte saranno riservate a start up innovative e parte a imprese tradizionali". "Quest'ultime - ha continuato l'assessore - rivestono un ruolo importante per il tessuto socioeconomico regionale". Panariti, confermando la volontà regionale di rifinanziare questa importante progettualità, ha ribadito la centralità del "capitale sociale, di investire sulle persone, di innescare dei percorsi virtuosi di sviluppo e costruire modelli culturali di condivisione, portando al centro la fiducia delle persone, delle proprie capacità, e l'importante delle relazioni"."Oltre ai buoni risultati del progetto - ha commentato Giacomelli - ritengo si debba dare la giusta rilevanza al valore che questo programma di educazione all’imprenditorialità ha portato in termini di accrescimento del livello di competenze sul nostro territorio, creando così le condizioni necessarie per lo sviluppo di nuove imprese".Nello specifico, il progetto Imprenderò 4.0 è suddiviso in 2 macroaree di intervento: sostegno allo sviluppo e creazione d'impresa e dell'autoimpiego (linea d'intervento n. 1) e sostegno ai processi di passaggio generazionale/trasmissione d'impresa (linea d'intervento n. 2). I dati evidenziano, appunto, una forte partecipazione ai seminari informativi e di orientamento. In totale, i seminari realizzati nel corso del progetto sono stati 141 e hanno coinvolto ben 4.000 persone. In particolare, 118 sono stati i seminari attuati nell’ambito dell’azione finalizzata a sostenere la creazione di impresa.Per quanto attiene alla Linea d’intervento 2 dedicata a sostenere i processi di passaggio generazionale e le trasmissioni d’impresa, sono stati realizzati 23 seminari e hanno visto la partecipazione di 145 persone in aula (31,2% del totale obiettivo).I seminari hanno visto il coinvolgimento totale di circa 4mila persone (dato che scende a 2.500 se prendiamo in considerazione il fatto che alcuni soggetti - circa il 65% - hanno partecipato a più seminari) di cui il 49% maschi e il restante 51% femmine con una media che, di fatto, si attesta attorno ai 28 partecipanti a seminario rispetto ai 16 stimati a inizio progettualità (quasi il doppio). Circa il 30% dei partecipanti ha un'età inferiore ai trent’anni.Per quanto concerne i corsi di formazione per la creazione di impresa, sono stati realizzati 36 percorsi formativi, 12 (di cui 3 dedicati al target di Garanzia giovani) e 24 volti a sostenere i processi di passaggio generazionale e le trasmissioni d’impresa. I corsi hanno visto la presenza in aula di 600 persone (egualmente distribuiti tra maschi e femmine), con una media di 16 persone a corso. Il numero dei partecipanti ai corsi destinati al target di Garanzia giovani è stato molto alto (ben 425)."Questo è stato possibile grazie al lavoro svolto in stretta sinergia e integrazione con i servizi per il lavoro delle quattro province della nostra regione, mentre 175 sono state le persone partecipanti rientranti nel Piano di occupabilità", sottolinea ancora la nota.Per quanto riguarda invece la consulenza, sono state erogate 6.500 ore di consulenza individuale e conclusi 350 progetti di consulenza volti alla creazione di impresa e al passaggio generazionale e trasmissione d’impresa. Il progetto ha visto la nascita di 50 imprese e nel breve periodo sono previste ulteriori nuove attivazioni.