Economia

Il caso. Illegalità su strada: targhe estere per evadere il fisco

martedì 27 settembre 2016
​Immatricolate all'estero e circolanti sulle strade italiane: il mensile “Quattroruote” in edicola oggi torna a denunciare il fenomeno delle auto con targa straniera, mettendo in luce come sia sempre più diffuso e come a guidare tali vetture siano spesso cittadini italiani. In particolare - spiega “Quattroruote” - si tratta soprattutto di vetture targate nei Paesi dell`Europa dell'Est, con la Bulgaria in prima linea. I motivi sono facilmente immaginabili: un'auto con targa bulgara non paga le tasse (salate) previste nel nostro Paese, né i premi assicurativi da noi particolarmente elevati né, quasi sempre, le eventuali multe per le infrazioni commesse dal conducente, se non vengono contestate immediatamente.
 
Il mensile spiega come si possa eludere la normativa, soprattutto da parte di cittadini stranieri, che consentirebbe ai residenti in Italia di circolare al massimo per un anno dall'ingresso nei confini nazionali con un veicolo dotato di targa estera prima di provvedere alla reimmatricolazione nel nostro Paese: per esempio, aprendo società "dormienti" (cioè di fatto inattive) a Sofia o Bucarest, o intestando la vettura a società straniere che ne curano solo la "gestione", rinunciando ai diritti di proprietà. Talvolta, inoltre, la compravendita di vecchi esemplari circolanti in Italia con targa estera non viene neppure registrata al Pra: il passaggio di proprietà viene"formalizzato" tra venditore e acquirente con un semplice "contratto" che, in realtà, non avrebbe valore legale.
 
Quattroruote” sottolinea infine anche come le norme di contrasto a questo fenomeno, inserite nelle modifiche al Codice della strada, siano inspiegabilmente arenate alla Camera dei deputati da quasi un anno.