Economia

Economia europea. Pil in calo: anche la Germania frena

giovedì 14 agosto 2014
Anche la Germania frena. E lo fa a una velocità superiore al previsto. Un brutto segnale che non potrà certo essere ignorato. La Francia poi dimezza le stime di crescita, ferma per la seconda volta con un misero 0,1. Quindi non è solo l'Italia a fare fatica, ma anche i due principali motori economici del continente perdono colpi. E tutta l'eurozona è al palo. I dati appena resi noti indicano che Pil tedesco arretra dello 0,2% nel secondo trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente. Il dato è peggiore delle attese che indicavano una possibile flessione del -0,1%. La crescita del primo trimestre rispetto all'ultimo del 2013 è stata rivista dal +0,8 al +0,7%. Con il dato di oggi l'economia tedesca arretra per la prima volta dal 2012. "Per la Germania, una delle ragioni del rallentamento è dovuto probabilmente alla stagione molto mite nel periodo invernale, che ha portato a un alto tasso di crescita all'inizio dell'anno e ha marcato una caduta soprattutto nelle costruzioni, specialmente nel secondo trimestre. Inoltre le esportazioni sono cresciute meno delle importazioni, per questo il commercio estero ha avuto un effetto negativo sulla crescita. Ma è cresciuta la domanda interna", Spiega un portavoce della Commissione Ue sul Pil tedesco. Il Pil dell'eurozona resta invariato nel secondo trimestre 2014, con +0,7% sull'anno. Così la prima stima flash di Eurostat. Nell'Ue-28 cresce dello 0,2%, con +1,2% rispetto al secondo trimestre 2013. Nel primo trimestre era cresciuto dello 0,2% in Ue-18 e dello 0,3% nell'Ue-28. Il Pil italiano a -0,2%. Secondo la stima nel secondo trimestre il Pil della Spagna cresce dello 0,6% dopo lo 0,4% del primo trimestre, segnando 1,2% sull'anno.