Economia

Manovra. Per i pensionati Inpdap i primi effetti sull'assegno

Daniele Cirioli mercoledì 11 gennaio 2012
I pensionati pubblici (Inpdap) sentiranno già da gennaio i primi effetti della Manovra Monti (dl n. 201/2011 convertito dalla legge n. 214/2011). Sul cedolino della pensione, infatti, troveranno l’aggiornamento all’Istat in misura ridotta e, se titolari di assegni d’oro, ossia sopra i 200 mila euro complessivi annuali, troveranno pure la maggiorazione del prelievo a titolo di “contributo di perequazione” (15% in luogo del 10%), già operativo dallo scorso mese di agosto.
In primo luogo, dunque, i pensionati subiranno il taglio della perequazione automatica, attribuita da gennaio in misura definitiva con riferimento all’anno 2011 e in misura previsionale per l’anno 2012. La percentuale definitiva di variazione per il 2011 è stata pari all’1,6%, in misura inferiore rispetto a quella riconosciuta in via previsionale per lo stesso anno (1,4%) a gennaio 2010; pertanto si registra un conguaglio a favore dei pensionati dello 0,2%. Cattive notizie, invece, sulla perequazione per il corrente anno 2012; la misura previsionale è pari al 2,6%, ma la Manovra Monti ne limita il riconoscimento fino all’importo di pensione pari al triplo del trattamento minimo Inps (per importi superiori non c’è alcun aggiornamento e lo stesso trattamento è previsto anche per l’anno 2013). In particolare, per il biennio 2012/2013 la variazione Istat si applica:
·        per intero sull’importo di pensione non eccedente il triplo del minimo Inps che, per il 2012, è pari a 1.405,05 euro;
·        alle pensioni d’importo superiore a tre volte il predetto minimo Inps (1.405,05 euro) e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione spettante, è attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato che, per il 2012, risulta pari a 1.441,58 euro.
Quindi, per il 2012, le pensioni superiori a 1.441,58 euro non saranno rivalutate, mentre le pensioni comprese tra 1.405,06 e 1.441,58 euro saranno incrementate di quel tanto che risulta necessario per garantire il raggiungimento di euro 1.441,58 euro (massimo pari a euro 36,53).
La seconda novità, sempre della Manovra Monti, concerne la modifica del contributo di perequazione introdotto dalla Manovra estiva (dl n. 98/2011 convertito dalla legge n. 111/2011), già operativo a partire dalla rata di pensione relativa al mese di agosto 2011. In particolare, è stata elevato la misura del prelievo (è questo il contributo di perequazione) dal 10 al 15% sulla quota di pensione superiore a 200 mila euro. Pertanto, dalla rata di pensione relativa al mese di gennaio 2012 la trattenuta è effettuata nelle seguenti percentuali:
·        5% per gli importi complessivi superiori a 90 mila e fino a 150 mila euro;
·        10% per la parte eccedente i 150 mila euro e fino a 200 mila euro;
·        15% per la parte eccedente i 200 mila euro.
La ritenuta è applicata in via preventiva all’atto della corresponsione di ciascuna rateo mensile di pensione, e salvo conguaglio a conclusione dell’anno di riferimento.