Economia

La svolta. Per la prima volta anche le auto usate comprese negli incentivi statali

Alberto Caprotti martedì 23 gennaio 2024

Incentivi anche sull’usato e inclusione delle Euro 5 nella rottamazione, ma solo per i redditi bassi. Nell'ottica di svecchiare con efficacia il parco circolante italiano, arriva finalmente una misura potenzialmente di grande utilità che coniuga la necessità di rottamare le vetture più vecchie e climalteranti e di sostituirle con altre più giovani, non nuove ma molto meno inquinanti e soprattutto accessibili ad una larga fetta di popolazione come sono le auto di seconda mano più recenti. Lo ha rivelato in un’intervista esclusiva che sarà pubblicata sul prossimo numero di "Quattroruote", in edicola il 2 febbraio, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. A pochi giorni dall’incontro con le associazioni di settore durante il quale sarà illustrata la riforma, in calendario l'1 febbraio, Urso spiega che "il decreto prevede che alle persone fisiche che acquistano, anche in locazione finanziaria, auto usate con emissioni fino a 160 g/km di CO2, con prezzo fino a 25.000 euro, sarà riconosciuto un contributo di 2.000 euro se è contestualmente rottamata una vettura di classe fino a Euro 4".

Non si sa ancora quando la riforma entrerà in vigore, visto che i suoi contenuti saranno illustrati alle associazioni di categoria l'1 febbraio. Dopo la firma del presidente del Consiglio, il decreto dovrà poi passare al vaglio della Corte dei conti, fase che richiederà alcune settimane, prima della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Da quel momento la riforma sarà operativa, anche se occorrerà qualche altro giorno per l’adeguamento alle novità della piattaforma informatica attraverso la quale le concessionarie potranno prenotare materialmente il contributo. Dunque, è probabile che debutterà a marzo.

Rottamabili anche le Euro 5. Per quanto riguarda l’estensione alle Euro 5 della platea di auto rottamabili, Urso precisa che questa possibilità sarà riservata a chi avrà un Isee inferiore a 30 mila euro e solo a fronte dell’acquisto di una vettura elettrica o plug-in, ossia con emissioni di CO2 fino a 60 g/km. Nell’intervista, il ministro delle Imprese delinea meglio anche i contorni di quello che è stato impropriamente definito "leasing sociale", spiegando che si tratterà di un’iniziativa sperimentale, anche in questo caso riservata a chi non ha alti redditi, che prevede un accesso agevolato al noleggio a lungo termine di vetture a basse emissioni "a canone calmierato" e senza anticipo, "somma che viene sovvenzionata con risorse statali".

Bonus da 1.500 a 13.750 euro. Tornando alla riforma, i nuovi contributi andranno da un minimo di 1.500 euro sulle auto della fascia di emissioni 61-135 g/km - ossia auto termiche e ibride prevalentemente dei segmenti A, B e C con rottamazione obbligatoria di una vettura Euro 4 - a un massimo di 13.750 euro per l’acquisto di un’elettrica da parte di un acquirente con Isee inferiore a 30 mila euro e rottamazione di una vettura Euro 0, 1 o 2.