Economia

Pensione. La scelta difficile tra "quota 100" e "102"

Daniele Cirioli martedì 31 maggio 2022

Piccolo "ostacolo" a chi chiede di andare in pensione

Piccolo “ostacolo” a chi chiede la pensione con "quota 102" (64 anni d’età e 38 di contributi), avendo già maturato entro l’anno 2021 "quota 100" (62 anni d’età e 38 di contributi). In tal caso, infatti, l’Inps blocca l’istruttoria della domanda di pensionamento e chiede all’interessato di precisare con quale delle due opzioni intende mettersi a riposo. A spiegarlo è stato lo stesso Istituto di previdenza (messaggio n. 1976/2022), riguardo a una delle novità pensionistiche introdotte dalla legge Bilancio 2022: la trasformazione di "quota 100" in "quota 102". Durante il triennio 2019/2021, i lavoratori hanno avuto la possibilità di pensionarsi a un’età non inferiore a 62 anni e in presenza di 38 anni almeno di contributi (62 + 38 = 100). L’opportunità rimane valida per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2021, che può esercitare il diritto di pensionamento in qualsiasi momento. Dal 1° gennaio 2022, e soltanto per l’anno 2022, la legge Bilancio 2022 ha introdotto "quota 102": possono fruirne i lavoratori che entro il 31 dicembre 2022 maturano almeno un’età di 64 anni e un’anzianità contributiva di almeno 38 anni (64 + 38 = 102). Anche per "quota 102", una volta maturati i requisiti entro dicembre 2022, sarà possibile esercitare il diritto alla pensione anche in qualsiasi momento successivo.

Il succedersi delle due discipline può creare confusione ai chi è prossimo alla pensione. Può succedere, per esempio, che si chieda il pensionamento con "quota 102", nonostante siano stati maturati i requisiti di "quota 100" entro dicembre 2021 e sia, dunque, possibile mettersi a riposo con quest’ultima chance. Che cosa succede in questi casi? L’Inps spiega che, qualora sia stata presentata la domanda di «pensione anticipata quota 102» e nel corso dell’istruttoria sia accertato che il richiedente abbia maturato, anteriormente al 1° gennaio 2022, i requisiti d’età e contributi per la pensione anticipata "quota 100", gli Uffici Inps avranno cura d’interpellare l'interessato «invitandolo a manifestare chiaramente la propria volontà». In quest’occasione, il lavoratore avrà la possibilità di chiedere espressamente anche l’accesso alla pensione "quota 100" al posto di "quota 102".

Infine, l’Inps ha ricordato ancora che, sia per "quota 100" sia per "quota 102", la pensione è soggetta alla cosiddetta "finestra": la decorrenza, cioè, avviene dopo un certo lasso di tempo diverso a seconda del settore di appartenenza (datore di lavoro pubblico o privato) e della gestione previdenziale di competenza della pensione. In particolare, per il settore pubblico la finestra è di sei mesi; per il settore privato è di tre mesi.