Economia

Istat. Torna fiducia per imprese e consumatori

lunedì 30 marzo 2015
​Le imprese italiane tornano a credere nella ripresa e in una primavera di ottimismo. L'indice complessivo calcolato dall'Istat per questo mese è salito a 103 punti dai 97,5 di febbraio, toccando il massimo dal luglio 2008. Cresce anche la fiducia dei consumatori italiani: a 110,9 punti dai 107,7 di febbraio. Il miglioramento del clima di fiducia coinvolge tutti i principali settori: manifattura (a 103,7 da 100,5), costruzioni (a 116,0 da 108,5), servizi di mercato (a 108,1 da 100,4) e commercio al dettaglio (a 103,0 da 101,0). Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -11 da -17), sia le attese di produzione (a 10 da 8); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia - seppur lievemente - le attese sull'occupazione (a -36 da -45 e a -11 da -12 i saldi). Il dato, ha affermato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, è "positivo perchè conferma un trend che si è attivato da un pò di mesi". Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 2 da -1 e a 4 da -1, i rispettivi saldi) e le attese sull'andamento dell'economia in generale (a 17 da 2). Nel commercio al dettaglio peggiorano i giudizi sulle vendite correnti (a -5 da 1), mentre migliorano le attese sulle vendite future (a 28 da 19); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 7 da 10). L'indice del clima di fiducia sale in tutti i principali raggruppamenti di industrie: nei beni di consumo a 100,3 da 98,8, nei beni intermedi a 99,6 da 95,3 e nei beni strumentali a 111,8 da 107,2. Anche i giudizi sugli ordini migliorano: nei beni di consumo il saldo sale a -10 da -13, nei beni intermedi a -17 da -24 e nei beni strumentali a -7 da -14. Il saldo dei giudizi sulle scorte di prodotti finiti passa a 4 da 5 nei beni di consumo, a 2 da 3 in quelli intermedi e a 2 da 5 nei beni strumentali. Le attese sulla produzione migliorano nei beni intermedi e nei beni strumentali (rispettivamente a 10 da 5 e a 15 da 11), mentre rimangono stabili a 6 nei beni di consumo. Secondo le indicazioni derivanti dalle consuete domande trimestrali rivolte alle imprese manifatturiere che svolgono attività d'esportazione, nel primo trimestre dell'anno migliorano le attese sul fatturato ma peggiorano i giudizi. Sale a 9 da 7 il saldo destagionalizzato relativo al rapporto fra prezzi all'export e interni; scende al 32% dal 34% la quota delle imprese interpellate che lamenta la presenza di significativi ostacoli all'attività di esportazione; tra questi ostacoli, diminuiscono di importanza quelli legati ai costi, ai finanziamenti, alla burocrazia e alla qualità dei prodotti, mentre aumentano di importanza quelli legati ai tempi di consegna e ad altri motivi.