Economia

LE PREVISIONI. Ocse, Italia in crescita dell'1,2% Ma la ripresa è fragile

mercoledì 7 aprile 2010
L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico stima per l'Italia una crescita trimestrale annualizzata dell'1,2% nei tre mesi a marzo, migliorando la previsione precedente di -0,3%. Nel trimestre successivo l'espansione è destinata a una brusca decelerazione secondo l'Ocse, che proietta un tasso di crescita annualizzato dello 0,5% rispetto al primo trimestre.La dinamica di crescita delineata per l'Italia si discosta dalla media delle prime tre economie dell'area euro, influenzata quest'ultima dalle attese per la Germania dove invece, secondo l'Ocse, la crescita resterà ancora negativa nel primo quarto dell'anno (-0,4% annualizzato) per poi balzare al 2,8% nei successivi tre mesi.Per l'Ocse la media dei primi tre Paesi dell'euro sarà di 0,9% per gennaio-marzo e di 1,9% per aprile-giugno. La crescita attesa in Francia ha un andamento simile a quello italiano, con una prevista decelerazione nel secondo trimestre, ma viaggia su ritmi più robusti con un 2,3% annualizzato nel primo trimestre e un 1,7% nel secondo.Per il complesso dei paesi G7 le stime trimestrali annualizzate sono di 1,9% e 2,3%, rispettivamente, per i primi due trimestri dell'anno. Le cifre sono contenute in documento che rappresenta un aggioramento parziale del rapporto semestrale Economic Outlook che risale al 19 novembre. In quell'occasione l'istituto parigino prevedeva per l'Italia una crescita di 1,1% nel 2010 e di 1,5% nel 2011.Nel documento pubblicato l'Ocse parla di una ripresa in corso per l'economia mondiale ma prevede in generale un rallentamento della crescita nella prima metà del 2010. A venire meno saranno il sostegno che deriva dal ciclo delle scorte e alcune delle misure di stimolo fiscale. Sulla domanda privata invece probabilmente peseranno una crescita del credito ancora fiacca e la debolezza dell'occupazione.Con prospettive d'inflazione che rimangono nel complesso moderate, sebbene i segnali siano misti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, è necessaria cautela da parte delle banche centrali nell'eliminare lo stimolo monetario. Per quanto riguarda invece lo stimolo fiscale, il consolidamento fiscale dovrebbe essere avviato nel 2011 o anche prima dove necessario, per poi procedere gradualmente in modo da non danneggiare la ripresa.