Economia

Il rapporto. Ocse: eurozona ferma, rischio mondiale

giovedì 6 novembre 2014
Nonostante alcuni dei Paesi membri stiano "cominciando a risalire la china", nel suo insieme "la zona euro sta rallentando fino a fermarsi e rappresenta un rischio rilevante per la crescita mondiale, con la disoccupazione che resta alta e l'inflazione persistentemente lontana dall'obiettivo". Lo scrive l'Ocse nell'Economic Outlook. L'unione monetaria, ha spiegato il capo economista Catherine Mann durante la presentazione dell'Outlook, "corre il rischio di trovarsi una crescita zero e un'inflazione zero", cosa per cui l'Ocse è "preoccupata, molto preoccupata". "C'è una probabilità di deflazione e di crescita zero del Pil e stagnazione - ha spiegato - e quando questi rischi esistono deve essere un momento capitale per i politici, per fare un passo avanti sulle loro proposte in materia di riforme".  Nelle sue stime di crescita, però, l'Ocse al momento presume che il rischio negativo non si materializzerà, ma al contrario "le misure strutturali approvate saranno implementate e porteranno i loro frutti, lo stimolo monetario continuerà, cosa che permetterà all'eurozona di rivitalizzarsi". Ancora più nere le previsioni per l'Italia. Il nostro Pil crescerà dello 0,2% nel 2015 e dell'1% nel 2016. È quanto prevede l'Ocse nell'Outlook economico preliminare per i Paesi del G20, collocando, nonostante il lieve miglioramento rispetto al +0,1% di settembre, il nostro Paese in fondo alla classifica per l'anno prossimo, davanti alla sola Russia, ferma a zero. Il premier Matteo Renzi ha commentato i numeri dell'Ocse, cercando un risvolto positivo. dati Ocse che dicono che l'Eurozona è il problema dell'economia mondiale, sono molto tristi da un lato e incoraggianti dall'altro perché dimostrano che se l'Eurozona cambia, può tornare a crescere anche l'economia mondiale. Perciò in Italia stiamo facendo una battaglia perché l'Europa cambi" ha detto.