Economia

ROMA. Ocse: prioritario tagliare tasse su lavoro Letta: impegnati in corsa contro il tempo

giovedì 2 maggio 2013
​La priorità è la riduzione delle tasse sul lavoro e non l'Imu. L'Ocse non usa tanti giri di parole e lancia un messaggio chiaro al governo italiano e in particolare al Pdl che nei giorni scorsi aveva messo in dubbio il proprio sostegno all'esecutivo se non avesse abolito l'Imu tout court. Prima bisogna fare "scelte coerenti con l'abbattimento fiscale sul lavoro, poi per le altre scelte bisognerà garantire la copertura", ha sottolineato Pier Carlo Padoan, chief economist dell'organizzazione. Padoan, alla presentazione del Rapporto Oecd Economic Survey: Italy 2013, ha aggiunto che "è necessario avere delle priorità in presenza di un forte vincolo di bilancio, ai fini della credibilità del Paese". Di conseguenza, in Italia "è impossibile per il momento ridurre in modo significativo il livello complessivo dell'imposizione".È possibile invece l'eliminazione delle agevolazioni fiscali per incrementare la base imponibile dunque un ritocco delle aliquote marginali "senza impatto sulle entrate". Nel rapporto, l'Ocse ribadisce che le altre priorità per l'Italia sono un'ampia riduzione del debito e il consolidamento delle riforme strutturali. "Per l'Italia", si legge nel rapporto, "la priorità è la riduzione ampia e prolungata del debito pubblico", mentre "i risultati ottenuti grazie alle riforme strutturali devono essere consolidati e sono necessarie ulteriori misure volte a promuovere la crescita e migliorare la produttività, per rimettere l'Italia sulla strada di una crescita sana".L'organizzazione parigina ha rivisto inoltre al ribasso il Pil italiano: l'economia "potrebbe frenare" nei prossimi mesi e "non dovrebbe iniziare a crescere prima del 2014". Prevista una contrazione del Pil dell'1,5% nel 2013 e una crescita dello 0,5% nel 2014. Si tratta di dati più pessimisti rispetto al -1,3% di quest'anno e al +1,3% del 2014, stimati dal governo nel quadro macroeconomico contenuto nel Def, presentato ad aprile. Cattive notizie anche sul fronte del deficit: secondo l'Ocse il rapporto deficit/pil dell'Italia salirà al 3,3% nel 2013 e al 3,8% nel 2014. E a tal proposito Padoan avvisa che se il deficit non scenderà sotto il 3% sarà necessaria una manovra. Nonostante tutto però l'Italia potrà uscire dalla recessione già nel 2013. LETTA: IMPEGNATI IN CORSA CONTRO IL TEMPOIl governo è impegnato in una "corsa contro tempo". Lo dice Enrico Letta parlando al Cnel. "Di perso ne abbiamo perso parecchio e gli altri non aspettano. Ci sono scelte complesse, dobbiamo farle con determinazione, anche perché a livello internazionale ci sono appuntamenti cui dobbiamo arrivare in modo significativo". "Il ruolo dell'Italia in Europa lo daremo fino in fondo ma parte da un concetto fondamentale: non c'é tempo nemmeno in Europa, bisogna far sì che dai vertici europei arrivino segnali concreti di lotta al disagio sociale. La lotta alla disoccupazione giovanile rappresenta di gran lunga la prima priorità". "La lotta alla disoccupazione giovanile è un imperativo categorico": così il premier Enrico Letta, intervenendo alla presentazione del rapporto Ocse. "E' letteralmente l'incubo che attanaglia la nostra società, le nostre famiglie".SACCOMANNI: FUORI CRISI IN 2013? CE LA METTIAMO TUTTA"Ce la mettiamo tutta". Risponde così, a margine della presentazione del rapporto Ocse, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, a chi gli chiede se sarà possibile uscire fuori dalla recessione già da quest'anno. "Proseguiamo con fermezza sulla strada delle riforme strutturali, che sono già state iniziate. Riforme che hanno un effetto di sostegno alla crescita. Un effetto sostanziale". "L'incertezza, che a causa della politica" ha pesato sull'economia italiana "é superata: abbiamo aperto una fase nuova che è importante per stemperare la paralisi reciproca che ha reso la crisi più acuta". Per gli esodati e per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, che sono tra le "priorità" da affrontare, "non possono essere assunti provvedimenti improvvisati". "Nelle prossime settimane, entro fine maggio, al massimo entro i primi di giugno" la procedura Ue sul deficit eccessivo può essere "chiusa". Così il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni spiegando che questo sarebbe un riconoscimento del percorso fatto e un importante segnale per i mercati. Le stime dell'Ocse "non tengono conto dell'impatto del decreto per la restituzione dei debiti della Pubblica Amministrazione" che ci sarà già nel 2013 e nel 2014. Saccomanni spiega che il decreto è recente e l'organizzazione non ne ha potuto considerarlo.GURRIA: ITALIA PROSEGUA RIFORME PER RAFFORZARE ECONOMIA "In una situazione caratterizzata da recessione e aumento della disoccupazione è a volte difficile vedere la luce alla fine del tunnel. Sono convinto, però, che se si persiste nell'attuale strategia di riforme si otterrà un miglioramento del tenore di vita e l'economia italiana ne uscirà rafforzata e più dinamica". Così il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, alla presentazione del Rapporto.