Economia

DISTRETTO DEL DIVANO. Natuzzi, trovato l'accordo: meno esuberi e ritorno della produzione in Italia

giovedì 10 ottobre 2013
La firma tanto attesa è arrivata: si è concretizzato al ministero dello Sviluppo economico (Mise) l'accordo per scongiurare il licenziamento dei 1.726 dipendenti del gruppo Natuzzi, l'azienda pugliese titolare del marchio Divani&Divani. L'intesa, raggiunta tra i vertici del gruppo e il Mise, prevede iltrasferimento negli stabilimenti di Puglia e Basilicata di una parte delle produzioni attualmente realizzate in Romania, in particolare il marchio Leather Editions, e accompagna con un anno di cigs un complesso processo di riorganizzazione produttiva del gruppo e direindustrializzazione dell'intera area murgiana.Una giornata che le parti coinvolte definiscono "storica": per la prima volta è una vertenza industriale a sancire il ritorno in Italia di una produzione delocalizzata all'estero. "Questo - ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti - è un accordo importante che segna il consolidamento delle prospettive occupazionali, riattirando in Italia la produzione dell'imbottito e dei complementi d'arredo, che tornano in Basilicata e Puglia. Un accordo modello per tutte le altre situazioni di difficoltà".Gli esuberi passano subito dai 1.726 dichiarati da Natuzzi nel luglio scorso a 1.506 dipendenti: 200 lavoratori sono, dunque, salvi e Tornano subito in azienda. Per i restanti è prevista una ricollocazione progressiva, per un totale di circa 850 lavoratori reintrodotti nel mercato del lavoro e un massimo di 600 lavoratori nonriassorbiti, che andranno in mobilità attraverso L'incentivo all'esodo volontario, individuato in due fasce da 20mile e 32mila euro. Un risultato salutato con positività anche dai sindacati. "Quella di oggi è un'intesa importante che intendiamomonitorare per fugare le preoccupazioni dei lavoratori. Per questo saremo coinvolti nella cabina di regia e nel confronto sul nuovo business plan dell'azienda", ha rivendicato Walter Schiavella, segretario generale Fillea-Cgil.Un accordo "storico" anche per il segretario generale Feneal-Uil, Fabrizio Pascucci: "Salvaguarda il lavoro e il made in Italy, puntando ad evitare le delocalizzazioni e realizzando un progetto di reindustrializzazione del distretto".Al tavolo per la firma definitiva, accanto ai sottosegretari De Vincenti e Dell'Aringa e alle istituzioni sindacali, mancava Pasquale Natuzzi, il patron dell'azienda quotata a New York, che non si è comunque sottratto dall'esprimere la propria soddisfazione in una nota: "Ci siamo fatti carico di tenere fede alla nostra missionesociale , salvaguardando il più possibile l'occupazione sul territorio. È un accordo che traccia l'inizio di un percorso e come tale è da considerarsi un punto di partenza e non di arrivo. A partire da domani ci troviamo tutti di fronte a una sfida decisiva che implicherà un impegno straordinario e corale".  Il rientro nei confini nazionali dei divani del brand romeno Leather Editions porterà a concentrare le forzeproduttive sui siti presenti tra le province di Bari, Taranto e Matera, attraverso la creazione di nuove newco (piccole imprese commissionate da Natuzzi tramite concorso regionale) con una particolare attenzione per lo stabilimento di Ginosa, smantellato alcuni mesi fa, regalando ossigeno e nuovo impulso all'intera areamurgiana."È un giorno molto significativo per Ginosa, in un momento drammatico. Questo accordo è una grande sfida: non allontana le nuvole nere dall'area murgiana, ma allarga la prospettiva produttiva. Ci sono le condizioni per immaginare che quello che solo poche settimane fa era un annuncio di morte possa trasformarsi in unpercorso di vita", ha commentato il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola.Le newco dovranno partire nel maggio 2014 e la rioccupazione totale si dovrà completare entro il 2018, a dimostrazione che anche nel nostro Paese è possibile creare opportunità di lavoro. Il difficile sarà mantenere i patti nei tempi stabiliti: "È stata premiata la nostra strategia contrattuale", ha sottolineato Luigi Sbarra, segretario confederale Cisl, parlando di "un buon accordo sindacale, un accordo di programma che prevede sostanziose risorse pubbliche, delle procedure di confronto concordate e, si spera, una rinnovata fiducia tra le parti; quindi non deve mancare l'impegno di tutti a utilizzare nel migliore dei modi le opportunità e le potenzialità previste".