Economia

PRIMO MAGGIO / 1. Festa del lavoro che non c'è Napolitano: emergenza sociale

Maurizio Carucci martedì 30 aprile 2013

​Perugia diventa Capitale del lavoro. E non per caso. Questo Primo Maggio è dedicato alle due impiegate della Regione Umbria uccise da un imprenditore in difficoltà economiche. Di lavoro, infatti, si può morire o non vivere: la crisi globale in molti casi ha messo all’angolo la pace sociale. Il capoluogo umbro ospita la manifestazione sindacale nazionale e gli interventi dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti proprio all’insegna della pacificazione tra le parti, dell’intesa sociale. In 10mila sfilano scandendo lo slogan «Priorità lavoro». Un messaggio che parte con forza dalla città umbra. Un messaggio che arriva con decisione dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Il Primo Maggio non è solo la festa dei lavoratori, ma anche, e più che mai, il giorno dell'impegno per il lavoro. È il giorno in cui dobbiamo mettere decisamente al centro dell'attenzione il lavoro, fondamento della nostra Repubblica. Proprio al lavoro sono dedicate le Stelle al Merito che vengono consegnate in tutta Italia ai nuovi Maestri e alla memoria. Purtroppo, oggi, c'è da pensare anche al lavoro che non c'è, al lavoro cercato inutilmente, al lavoro a rischio e precario. Abbiamo il dovere politico e morale di concentrarci su questi problemi. Sta esplodendo in Europa e anche su più vasta scala la questione della disoccupazione giovanile, di una generazione senza lavoro. È questa la nuova grande questione sociale del nostro tempo".Visto anche la preoccupante piaga della disoccupazione, che a marzo resta all’11,5%. In Italia si contano due milioni 950mila disoccupati. Ma sono i giovani e le donne senza lavoro a preoccupare. La disoccupazione giovanile (15-24 anni) a marzo è pari al 38,4%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto a febbraio e di 3,2 punti su base annua. Proprio nel mese dedicato alla donna, la diminuzione registrata per l’occupazione su base mensile (-51mila unità) riguarda la sola componente femminile. È quanto riferisce l’Istat, spiegando che mentre gli uomini occupati crescono di 19mila unità, le donne a lavoro si riducono di 70mila unità, sempre rispetto a febbraio.Il lavoro è la priorità assoluta anche del nuovo governo. Enrico Letta ha elencato le misure necessarie per dare una sterzata a dati così negativi: aiuti per chi assume, estensione degli ammortizzatori, reddito minimo per famiglie bisognose, soluzione per la vicenda esodati.A Bologna e Treviso, pur tra qualche polemica della Fiom, sono state invitate anche le associazioni datoriali: un segnale di grande apertura e fiducia. Soprattutto in attesa dell’accordo sulla rappresentanza e la democrazia sindacale: con il via libera dei direttivi di Cgil, Cisl e Uil al documento che ne fissa i principi, i tre sindacati confederali si preparano a proseguire il confronto con Confindustria e ad avviarlo anche con le altre associazioni datoriali, per definire così regole valide per tutti. Alla base del documento sindacale, innanzitutto c’è la rilevazione e la certificazione della rappresentatività basata sull’incrocio (un mix come nel pubblico impiego) tra iscritti e voto proporzionale delle Rsu, le Rappresentanze sindacali unitarie.