Economia

EoF. Nam e il sogno del non profit: «Autori del cambiamento»

Angela Napoletano venerdì 10 marzo 2023

Nam Nguyen, 26 anni, lavora per Bp negli Stati Uniti

«Cosa?! Ma davvero vai dal Papa?». Nam Nguyen, 26 anni, cittadino americano di origine vietnamita, ride ancora ripensando alla reazione del capo («molto, molto sorpresa») quando gli spiegò che sarebbe andato per qualche giorno in Italia a incontrare il Santo Padre e i ragazzi della rete Economy of Francesco. Novità assoluta per i dirigenti della filiale Bp (ex British Petroleum) di Blaine, nello Stato di Washington, in cui è impiegato da tre anni. Quel giorno Nam non ottenne solo l’autorizzazione ad assentarsi dall’ufficio per partecipare, ad Assisi, al summit 2022 dei talenti dell’economia e dell’imprenditoria chiamati a studiare soluzioni per una società più sostenibile e attenta agli ultimi. Il giovane incassò anche l’opportunità di parlare ai colleghi di EoF con una presentazione in perfetto stile manageriale.

Contaminazione improbabile? Tutt’altro. Nam è di orgoglioso di aver condiviso con i manager di Bp l’esperienza realizzata all’interno del network nato tre anni fa su sollecitazione di Papa Francesco. «Una delle cose più importati che ho imparato – racconta – è chiedersi sempre come possiamo noi stessi essere promotori del cambiamento ». Aver portato ai piani alti della multinazionale del petrolio i risultati della discussione tenuta per mesi all’interno del “villaggio” di EoF dedicato a Energia e Povertà è, a suo modo, un grande passo in questa direzione. «Sono fortunato perché il mio capo mi supporta molto – ammette – e perché l’azienda in cui lavoro è in genere predisposta al dialogo con i giovani professionisti e alla valutazione di nuove idee». Soprattutto se riguardano temi, come quelli del cambiamento climatico, su cui il management si sta interrogando. «Questo è il tempo della collaborazione – precisa parlando dell’urgenza di accelerare la transizione energetica –. Le divisioni rallentano il progresso proprio quando andrebbe velocizzato. L’assenza del confronto non ci porterà da nessuna parte».

Nam guarda al futuro con il piglio di chi vuole essere protagonista delle sfide che incombono sul mondo. «Tra dieci anni mi immagino ai vertici di Bp o di qualche altra grande realtà del comparto energetico – sogna ad occhi aperti – perché mi piacerebbe essere alla guida del cambiamento». «Sono fortemente convinto – aggiunge - che i giovani possono davvero innescare trasfor-mazioni profonde, nelle aziende e nella società, per questo dovrebbero essere portati più spesso al tavolo delle decisioni». Il giovane è di ampie vedute. Merito non solo degli studi completati grazie a borse di studio per un valore di oltre 150mila dollari. Prima una laurea in ingegneria gestionale alla Washington State University, poi un master in Educazione e Tecnologia alla Johns Hopkins University. Nel suo bagaglio di vita c’è la morte del padre, scomparso quando aveva dodici anni, e il viaggio che dal Vietnam l’ha portato negli Stati Uniti. Allora era un emigrato appena tredicenne. «Torno a casa ogni due anni – spiega –. Una delle mie due sorelle vive ancora lì». Della sua attuale routine a Seattle non fa parte solo il lavoro. Racconta che ogni settimana fa volontariato per alcune associazioni che sostengono non vedenti o persone che hanno tentato il suicidio. «Sono in genere interessato – confessa – a tutte le attività di forte impatto sociale». È questo il motivo per cui, oltre alla crescita professionale e un’eventuale famiglia tutta sua, nei piani per il futuro c’è anche lo sviluppo di diversi progetti non profit. Uno, per esempio, ispirato al dibattito sui comportamenti di consumo rispettosi dell’ambiente avvenuto nell’ambito di EoF, è dedicato al riciclo della plastica finalizzato alla realizzazione di complementi di arredo. «Mi piace l’idea di avviare iniziative – precisa – che a lungo termine potrebbero creare anche opportunità di lavoro». In sostanza, circoli virtuosi come quelli incoraggiati da EoF per un mondo più giusto, prospero e felice.