Economia

Moda e Accessorio. Ogni anno mancano circa 7mila tecnici

Maurizio Carucci mercoledì 2 agosto 2023

Una sfilata di moda

Il settore della Moda e Accessorio è in costante crescita e sembra aver superato definitivamente la pandemia. Oggi è pronto ad affrontare le sfide del futuro. Questo in breve quanto emerso dalla prima ricerca Osservatorio sul comparto moda e futuri scenari professionali promossa da Accademia del lusso, con lo scopo di offrire uno sguardo privilegiato sul comparto, ma soprattutto definire quali figure saranno necessarie per farlo evolvere nei prossimi anni. La ricerca, realizzata in collaborazione con Pambianco, ha coinvolto un campione di 17 tra le aziende più importanti del settore moda e lusso a livello globale che, nel 2022, hanno generato complessivamente un giro d'affari pari a 141 miliardi di euro, con una crescita di 45 miliardi rispetto al 2018 e segnando una Cagr 2018-2022 del +10%. Dati molto positivi confermati anche dalla crescita in termini di occupazione. Se nel 2018 si contavano infatti 410mila unità attive nel comparto, nel 2022 se ne registrano 447mila, ovvero 37mila unità in più (Cagr 2018/2022 +2%). Le donne, nel periodo considerato (2018-2022) hanno rappresentano oltre il 70% dei dipendenti totali, mentre i giovani under 30 pesano per il 39 % del totale. L'Italia, da sola, impiega il 12% di tutti i dipendenti del campione, circa 52mila, segnando una crescita di 9mila dipendenti dal 2018 al 2022. Andando nel dettaglio, la ricerca suddivide in area corporate, industriale e retail il dato relativo all'occupazione. Nell'area corporate emerge una crescente richiesta di profili con competenze digitali quali responsabili e-commerce, esperti in digital marketing e content creator; così come si conferma l'attenzione delle aziende nei confronti dei temi Esg con la crescente richiesta di profili specializzati in ambito sostenibilità e D&I. Non manca la domanda, da parte delle aziende, di candidati specializzati nell'analisi dei big data (data analyst, esperti in business intelligence e in artificial intelligence eccetera). Sono inoltre ricercate figure volte a supportare le diverse funzioni aziendali in seguito al processo crescente di digital transformation come ad esempio cyber security analyst o blockchain expert. A fronte della crescita dei marchi del lusso e del fenomeno del reshoring, cresce anche la richiesta di profili nella divisione industriale. In particolare, vengono ricercati: artigiani, analisti di tempi e metodi di produzione e tecnici specializzati nella realizzazione dei prodotti (sarti, prototipisti, tecnici di produzione eccetera). In quest'area i dipendenti impiegati sono nella maggior parte figure senior dal momento che le competenze richieste sono elevate e risultato di numerosi anni di formazione sul campo. Infine, l'area retail assorbe nel maggior parte dei casi il numero più elevato di ricerche. Le cause sono riconducibili sia al turnover, superiore rispetto alle aree corporate ed industriale, che al continuo potenziamento, da parte delle aziende, del canale retail diretto. Le figure professionali più ricercate sembrano essere dunque quelle legate allo sviluppo del prodotto, alla trasformazione digitale e al mondo retail e, contestualmente, le figure tecniche e artigianali legate allo sviluppo prodotto unitamente alle figure retail, sembrano essere quelle più difficili da trovare. Non a caso le aziende più strutturate si sono attivate creando al proprio interno accademie e progetti di formazione specifici per questi profili. Le pmi italiane si stanno affacciando ai temi Esg (Environmental, Social e Governance) tramite l'inserimento in organico di figure dedicate, mentre, nella maggior parte dei casi, i big del retail e del lusso ed i loro fornitori si sono già strutturati e stanno procedendo oggi con l'inserimento di figure sempre più specializzate. In un comparto così dinamico, la risposta per una crescita sana e competitiva è sicuramente la formazione. Dall'analisi delle principali scuole italiane di moda e design emerge che annualmente vengono forniti quasi 600 corsi per il fashion. I corsi di Fashion Design, Business e Marketing e Comunicazione offerti in Italia e all'estero rappresentano oltre il 70% dell'offerta formativa. In quest'ottica, Accademia del Lusso ha strutturato, già da qualche anno, all'interno dei propri corsi triennali, master e professional i contenuti necessari per ampliare il campo di conoscenze dei suoi iscritti con l'obiettivo di fornire loro le competenze necessarie che fanno fronte alle richieste delle aziende. A partire da quest'anno, Accademia del lusso ha anche strutturato e gestito dei corsi su misura per le imprese, rispondendo alle loro esigenze di formare il personale aziendale per affrontare con competenza le nuove sfide negli ambiti Esg e della digitalizzazione. Mentre Confindustria Moda, la federazione italiana che riunisce le sette associazioni del Tessile, Moda e Accessorio, evidenzia che su un fabbisogno annuale di circa 9mila profili tecnici specializzati nel settore, il sistema educativo ne forma poco più di 2mila. Emerge così un fabbisogno non soddisfatto di personale di circa 7mila lavoratori all’anno. Questo calcolo, effettuato sui dati di Unioncamere, fa riferimento alle figure tecniche e agli operai specializzati, non includendo il fabbisogno di chimici e meccatronici dei quali c’è forte richiesta nel settore. Il Comitato Education di Confindustria Moda ha fatto il punto sulle principali attività che sta realizzando per contribuire a colmare un disallineamento che genera due ordini di problemi. Il primo, nel breve periodo, con la difficoltà delle aziende di trovare nel mercato le competenze che cercano. Il secondo, nel medio-lungo periodo, con l’impossibilità che ci sarà sia di sostituire i professionisti che andranno in pensione, sia di essere pronti per la transizione industriale che le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità richiedono. Il lavoro è indirizzato a supportare le aziende nelle attività di recruiting e guidare gli studenti e le famiglie che il prossimo gennaio 2024 completeranno le iscrizioni alle scuole superiori per l’anno scolastico 2024/2025.

Luxury manager, cresce la richiesta

Arriva il luxury manager, il professionista delle vendite nel mercato della moda. Buone maniere, galateo dello spazio, gestione del conflitto e gentilezza, le materie del suo percorso formativo. Secondo una rilevazione dell'ufficio studi dell’Accademia italiana del galateo sono aumentate del 400% le richieste da parte dei grandi marchidi moda per avviare corsi in house per formare i “professionisti del lusso”. «Parliamo di top brand, oltre 20 grandi aziende del settore - spiega Samuele Briatore, presidente dell’Accademia e autore del volume Il teatro del lusso (Marsilio) - che investendo su queste nuove figure hanno visto aumentare il proprio fatturato del 4% e la produttività fino al 23% negli uffici e nella distribuzione». Sensibilità relazionale, gestione positiva delle criticità, capacità di assistere con discrezione l’esperienza d’acquisto, conoscenza delle diverse culture e abilità nell’assecondare specifiche necessità: queste le skill indispensabili per un luxury manager, alla base dei corsi sviluppati per il mercato del lusso dall’Accademia. In particolare, il luxury manager è la figura all'interno di un'azienda formata per verificare costantemente che gli standard di un certo brand di lusso siano sempre rispettati a tutti i livelli. Formato su portamento e postura, sulla gestione dei conflitti e delle relazioni interpersonali, sulla dizione, ma anche sulla storia e i valori dell'azienda e sullo storytelling di un determinato brand, quella del luxury manager è una figura che ha ruoli consulenziali/organizzativi. Sarà ad esempio il luxury manager a verificare che un determinato prodotto sia presentato alla propria clientela (B2B ma anche B2C) nella maniera corretta, valorizzando il prodotto e la sua adesione ai valori del brand. La figura del luxury manager nell'azienda ha effetti soprattutto sulle performance dei processi, aumentando la produttività e l'efficienza dei team di lavoro. Sono state circa 700 le persone formate dall’Accademia e da Briatore in questi ultimi dieci anni, con risultati tangibili anche dal punto di vista economico. Sempre secondo l’analisi dell’Accademia di Galateo, infatti, il 30% delle persone formate come “luxury manager” hanno visto aumentare il proprio livello professionale.

Alla ricerca di fotografi per la moda

Wesual lancia Setflow (setflow.co), il primo software di e-commerce per la gestione di team fotografici del mondo del Fashion, che offre a tutti i brand una nuova esperienza, su un'unica piattaforma di facile fruizione. La piattaforma digitale (SaaS) consente di creare e organizzare il flusso di lavoro all’interno di un team di produzione di contenuti digitali e offre ai brand un punto di incontro con le figure più qualificate sul mercato, tra cui fotografi, stylist, producers, Art Direction, make up artist, modelli/e,,e altro ancora. La piattaforma gestisce la relazione tra azienda e freelance a 360 gradi, offrendo un servizio che ad oggi non ha eguali sul mercato: Setflow parte dalla ricerca e dalla selezione di un pool di talenti per evolversi verso un modello organizzativo del tutto nuovo che facilita il lavoro dei brand. L’idea è nata dalla consapevolezza di un bisogno del settore: la necessità delle aziende di un gestionale che potesse organizzare in maniera efficiente il flusso di lavoro con i propri collaboratori esterni, rapporti, spesso mediati anche da terzi e quindi difficili da coordinare. Una piattaforma che è quindi anche un marketplace di talenti altamente specializzati e qualificati del mondo dell’ecommerce di moda, da fotografi, stylist,make up artist e modelle/i. È da questa esigenza che nasce Setflow, dove i brand possono scegliere un piano ad abbonamento personalizzato e modulare per avere accesso ai profili dei professionisti, guardare il loro portfolio e le loro collaborazioni e anche filtrarli per luogo. Una vera e propria community di talenti qualificati a disposizione delle aziende. Setflow è stata fondata nel 2022 da Behzad Bani, ex fotografo di interni e imprenditore iraniano, insieme al contributo di Nikla Marchiori, già business developer e key people in Wesual. A Milano Behzad si è affermato come fotografo di interni e qui ha iniziato il suo percorso imprenditoriale, lanciando nel 2018 insieme a Tara Kaboli, Wesual (wesual.co), startup innovativa ideata per contenuti e servizi fotografici di alto livello in 48h, per mostrare i propri prodotti e, al contempo, quello degli artisti qualificati di incontrarsi e collaborare. La consegna garantita in 48 ore e l’altissima qualità del servizio di gestione ha permesso a Wesual di crescere e concludere un round di investimento complessivo da 1,25 milioni di euro.

Un corso e un libro per diventare armocromista

Quasi tutti i consulenti di immagine oggigiorno sono anche armocromisti. L’armocromia è letteralmente l’analisi dei colori: è una materia che studia il consulente per individuare la palette di colori ideale per quella persona, in base al colore dei suoi occhi, dei capelli, il tono e il sottotono della pelle. Sono colori che, abbinati ai propri toni, vanno a valorizzarli anziché spegnerli o nasconderli. Non esiste un percorso universitario per intraprendere questa strada. Questa non è una professione nuovissima, ma negli ultimi anni sta spopolando e in giro si possono trovare tantissimi corsi per diventare consulente di immagine e armocromia. Grazie all'incontro fra la docente di corsi di moda Mirella Garbarino e l'editore Marco Merli, per esempio, è stato messo in cantiere un Corso pratico di armocromia rivolto ai consulenti di immagine e agli operatori di moda, basato su un metodo innovativo brevettato dall'autrice, che intreccia ai principali aspetti del colore anche lo studio della personalità e il vissuto della persona e con un occhio alle etnie diverse da quella caucasica e alle stagioni della vita. Nasce così un volume in italiano e inglese, in cui è inserita grazie alla polisensorialità della App Vesepia una serie di video esplicativi dello studio dell'armocromia personalizzata per ogni singola persona, con l'utilizzo del draping o test dei teli. Il metodo "MG" di Mirella Garbarino ha infatti sviluppato quattro gruppi principali e 12 sottogruppi attraverso il confronto del mix pelle-occhi-capelli. Capita poi che Carla Scarsi conosca la provenienza artigianale del maestro Rino Valido, che le ha raccontato con orgoglio delle sue origini di cromista. Ma soprattutto capita che alcuni mesi dopo esca la notizia che Elly Schlein, personaggio politico del momento, utilizza un'armocromista per la cura della sua immagine. Quale miglior colpo di fortuna per un libro? Infatti il volume ha centinaia di prenotazioni su Amazon, adozioni nelle scuole di benessere, moda ed estetica.

Gruppo Prada, primo accordo sul premio di risultato

«Esprimiamo grande soddisfazione per il primo accordo di Gruppo raggiunto in Prada sul premio di risultato. Abbiamo ottenuto un importante investimento sul welfare aziendale e un piano di armonizzazione che porterà a fine triennio 2023-2026 tutte le sedi o società controllate ad avere un eguale riconoscimento economico». Questo il commento dei rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali nazionali, che hanno sottoscritto l’intesa, insieme alle Rsu di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e la Direzione Aziendale del noto Gruppo del mondo della moda, per la determinazione del premio di risultato, riservato a tutte le lavoratrici e ai lavoratori delle sedi italiane. «L’importo è al momento diverso da sito a sito – concludono i sindacati – con un massimo raggiungibile di 1.450 euro. Tuttavia si tratta solo di una parte di composizione del premio, che si incrementerà sulla base di parametri legati alla redditività dell’azienda e agli indici di stabilimento. Questi ultimi saranno definiti dalle Rsu aziendali e dalle organizzazioni sindacali territoriali. Il premio di risultato si incrementa con una maggiorazione del 20% se sarà convertito in welfare e speso attraverso la piattaforma MyPradaGroup. Alla somma così composta si aggiungono 1300 euro di welfare puro per tutti. Le parti si sono date affidamento reciproco, perché entro la fine del 2023 prenda il via la trattativa per il rinnovo della parte normativa dell’integrativo aziendale».