Economia

La tendenza. Mercato elettrico a garanzia di cittadini e lavoro

Maurizio Carucci venerdì 18 dicembre 2015
Il mercato energetico italiano gode buona salute. Anche le ricadute occupazionali risentono del momento positivo. In particolare il settore fotovoltaico. Nel 2014 (fonte Gse - Gestore servizi energetici) i lavoratori totali sono in aumento - secondo stime preliminari - rispetto all'anno precedente: 11.675 tra diretti (4.230), indiretti (3.423) e indotto (4.022). Sono circa 67mila i lavoratori impegnati nella filiera delle rinnovabili.Per l'energia verde, tuttavia, nel 2016 servono 14,6 miliardi di euro di incentivi, ma sarà l'Autorità dell'energia a decidere. Lo ha riferito Francesco Sperandini, presidente del Gse, che oggi ha messo on line, nella sezione Open Data del sito www.gse.it, gli importi e i beneficiari del Conto energia e il numero dei certificati verdi e certificati bianchi emessi. Nel 2015 gli incentivi sono stati pari a 12, 4 miliardi di euro contro i 13,4 miliardi del 2014. Nel 2016, dunque, il Gse prevede un aumento degli incentivi dovuto alla somma dei certificati verdi (quelli invenduti entro il 31dicembre 2015) e all'inizio delle nuove tariffe incentivanti. Su unpossibile aumento della bolletta Sperandini sottolinea che la materia è di competenza dell'Autorità per l'energia ma che "tutti stanno lavorando per non avere effetti sulla bolletta". Nel dettaglio, nellasezione Open Data, è possibile trovare i singoli importi e i relativi beneficiari degli oltre sei miliardi annui di incentivi al fotovoltaico, l'elenco dei soggetti che hanno beneficiato degli incentivi alle Ferelettriche (decreto 6 luglio 2012) per un totale di circa 190 milioni di euro, dei Certificati Verdi emessi (oltre 70 milioni nel biennio) e dei Certificati Bianchi (più di dieci milioni). Infine, on line anche gli incentivi, per quasi 4,5 miliardi di euro, relativi alla Tariffa Onnicomprensiva per gli impianti sotto i 200 KW, sempre nel periodo 2014-2015. L'elenco, che sarà aggiornato periodicamente, fa seguito a quello pubblicato a fine ottobre e relativo al Cip6 e al ContoTermico. L'energia verde incentivata dal Gse è stata di 107,9 TWh nel 2014 e di 96,7 TWh del 2015.L'Italia, tra l'altro, ha raggiunto in anticipo gli obiettivi europei. "La quota dei consumi di energia coperti da rinnovabili nel 2014 è stata del 17,1% - sottolinea il presidente del Gse - un valore superiore al target assegnato all'Italia dall'Ue per il 2020 e non distante dall'obiettivo individuato dalla Strategia energetica nazionale (19-20%)". Sperandini, ha anche spiegato che "è stata potenziata l'attività ispettiva sugli impianti perché riscontriamo irregolarità sul 10% degli impianti fotovoltaici ispezionati e del 64% su quelli da altre fonti". Sperandini spera inoltre di poter aumentare l'utilizzo del Conto termico, che finanzia gli interventi di efficienza termica sugli edifici: "Abbiamo a disposizione 900 milioni e per ora ne abbiamo dati solo 25, è un peccato perché questi interventi fanno bene all'economia reale. In particolare vorrei che la Pubblica amministrazione facesse di più sull'efficienza perché al momento è la grande assente".Al di là dei dati emerge l’esigenza di una tutela dei cittadini per far si che la liberalizzazione non comporti un aumento dei costi a carico dei consumatori di un bene essenziale di cui oramai non si può fare più a meno, che la liberalizzazione può essere una grande opportunità per i cittadini e per l'occupazione, ma senza regole certe può trasformarsi in una vera e propria giungla con tutti i rischi annessi e connessi."Educare i cittadini sull’energia è la prima cosa da fare - afferma Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente – Movimento ecologista europeo - bisogna istruire i cittadini sui suoi modi di produzione e di distribuzione, solo così potremmo creare una sensibilità per evitare sprechi e quindi per risparmiare. Energia uguale democrazia, senza energia infatti viene a mancare il benessere sociale e senza di questo la stessa democrazia viene messa a rischio".Di simile avviso Carlo De Masi, segretario generale di Flaei – Cisl il quale pensa che "non siano ancora maturi i tempi per una liberalizzazione del mercato, anche in considerazione del fatto che secondo i dati dell’Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico, le famiglie hanno speso il 15-20% in meno sul mercato tutelato, il 75% degli utenti è dentro quest’ultimo, i reclami sul mercato libero sono superiori e infine la bolletta è assolutamente incomprensibile"."Data troppo secca - aggiunge Ignazio Abrignani vicepresidente commissione attività produttive della camera - bisogna lavorare inoltre sull'efficientamento energetico che da solo farebbe risparmiare il 30% in bolletta, in conclusione direi avanti sì, ma con giudizio"."Più trasparenza in bolletta", chiede anche Gianluca Benamati capogruppo Pd in commissione Attività produttive alla Camera. Mentre secondo Oreste Pastorelli, deputato socialista, "è un problema che va affrontato con la massima cautela. Assistiamo ancora a fenomeni inquietanti come le bollette 'pazze' di luce e gas che creano ingenti danni alle famiglie. Io credo che la strada da percorrere sia quella di un’autorità statale che possa tutelare al meglio le categorie di cittadini più a rischio e di cui gli stessi cittadini si possono fidare".Infine Simone Tonon, portavoce del Comitato Ebs (Energia da Biomasse Solide):  "È innegabile che le rinnovabili, grazie alla crescita della produzione avvenuta nel corso degli ultimi tre anni, hanno determinato un importante effetto positivo sui prezzi dell’energia all’ingrosso, i cui benefici sono destinati a mantenersi stabili nel tempo. In particolare, le biomasse, in quanto fonti programmabili, rappresentano un’eccellenza italiana nel panorama internazionale, così come ribadito dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla Leopolda".