Economia

I numeri. Mercato auto in calo: «Colpa delle elezioni»

Alberto Caprotti venerdì 2 marzo 2018

La decisione di alcune case automobilistiche di non fare ricorso ai chilometri zero" adottata a fine dell'anno scorso, una leggero calo “fisiologico” dopo un 2016 al 16% di crescita e un 2017 all'8%, e “l'effetto elezioni” che frena l'acquisto di beni di consumo durevoli. Sono i tre fattori ai quali il Centro Studi Promotor imputa la contrazione delle immatricolazioni fatta segnare a febbraio dal mercato italiano dell'auto. Dopo un gennaio positivo infatti, le immatricolazioni di auto in Italia segnano nel secondo mese dell'anno una flessione dell'1,42% rispetto allo stesso mese del 2017.

Sulle ragioni della contrazione, che lascia comunque il saldo complessivo di questo inizio 2018 a +0,99% rispetto a un anno fa, Michele Crisci, presidente dell'Unrae sottolinea che «il risultato di febbraio e in particolare la flessione dei privati, conferma il bisogno di diverse reti di vendita di far ruotare più velocemente le giacenze di vetture già autoimmatricolate che vengono prevalentemente vendute ai privati, drenando così parte della vendita di auto nuove». Secondo un'analisi compiuta dall'associazione che raccoglie le case automobilistiche estere, su 185 mila autoimmatricolazioni, infatti, queste sono state acquistate per il 40,7% da clienti privati e un 28% è andato a dealer e rivenditori che a loro volta alimenteranno il canale privati. «Inoltre - continua Crisci - si assiste a un graduale passaggio dalla proprietà al possesso, attraverso nuove formule di noleggio a lungo termine a privati».

Quanto all'“effetto elezioni” che frenerebbe la propensione all'acquisto di beni di consumo durevoli, i numeri confortano la tesi: un'inchiesta congiunturale compiuta dallo stesso Centro Studi Promotor, indica nella situazione politica «il principale ostacolo alle vendite percepito oggi dai concessionari». A parlare di un "effetto attesa creato dal clima pre-elettorale in cui i consumatori tendono a rimandare le decisioni di acquisto" è d'altra parte anche Aurelio Nervo, presidente di Anfia, l'associazione nazionale della filiera dell'industria automobilistica.

Esaminando invece i risultati dei singoli marchi, per Fiat-Chrysler il mese di febbraio si è chiuso con 48 mila immatricolazioni, dato in calo su base annua, e con una quota del 26,4%. La casa italo-statunitense può comunque celebrare gli ottimi risultati di Alfa Romeo e Jeep, che presentano vendite in aumento rispettivamente del 18,6% e del 79,8%, e per i sei modelli (Panda, Tipo, 500, 500X, 500L e Ypsilon) nella top ten delle vetture più vendute, di cui i primi quattro nelle posizioni di vertice. Nella classifica assoluta di vendite, quinto posto per Volkswagen Golf, davanti a Citroen C3 e Volkswagen Polo.