Economia

Coronavirus. La produzione della zona euro segna il peggiore calo di sempre

Redazione economia martedì 24 marzo 2020

L'indice Pmi della produzione della zona euro

L'epidemia del Covid-19 ha mandato ai minimi storici l’attività economica nella zona euro. La prima stima dell’indice Ihs Markit Composito, considerato uno dei più solidi indicatori dell’attività economica, mostra un crollo dai 51,6 punti di febbraio a 31,4 punti di marzo. È la contrazione mensile più forte da quando, nel luglio del 1998, Ihs ha iniziato a calcolare questo indice. Il crollo più forte è per il settore dei servizi (da 52,6 a 28,4 punti), i settori più in difficoltà sono quelli dei viaggi, del turismo e della ristorazione. L’indice Pmi per il manifatturiero è sceso da 48,7 a 39,5 punti. Per quanto riguarda l’occupazione Ihs Markit indica il maggiore taglio dal luglio del 2009. Crollano anche i nuovi ordini e le commesse inevase.

L'agenzia di rating Moody’s in un nuovo aggiornamento delle sue stime sul Pil 2020 indica un calo del 2,7% per la zona euro e dello 0,5% per gli Stati Uniti. La Cina, il cui Pil sarebbe crollato del 27,2% nel primo trimestre, riuscirebbe a chiudere l’anno con un aumento dell’1,7%. L’economia mondiale comunque vivrebbe un anno di recessione, con un calo dello 0,4%. L’agenzia di rating esclude che si vada verso una crisi terribile come quella degli anni ‘30, ma avverte che lo scenario dipende in gran parte «da quanto i governi saranno efficaci nel contenere il virus e nel rispondere alle sue ricadute economiche».

Dopo due giornate consecutive di ribassi le Borse oggi sono partite in un clima da rimbalzo.A due ore dall’apertura Milano e Francoforte guadagnano il 6,5%, Parigi il 5%, Londra il 4,2%. In Asia, Tokyo ha chiuso con un +7,1%, Shenzhen con un -3,4%. Al momento nel bilancio del 2020, Piazza Affari è l’unica grande Borsa europea che segna un ribasso inferiore al 30% (precisamente -29,5%).

Sul mercato dei titoli di Stato, il rendimento dei Btp decennali è sceso ancora, di 5 centesimi, all’1,55%, con uno spread dai Bund tedeschi di 192 punti.