Economia

GIOVANI INDUSTRIALI. Marcegaglia a Tremonti: più libertà d'impresa

sabato 12 giugno 2010
Nuovo appello al governo affinché approvi «subito poche riforme ma chiare» a partire dalla modifica dell'articolo 41 sulla libertà delle imprese. Lo ha lanciato Emma Marcegaglia nell'intervento conclusivo del convegno dei Giovani Imprenditori a Santa Margherita Ligure. «Da soli non ce la possiamo fare, ci servono poche riforme chiare - ha affermato - a partire dall'articolo 41: facciamolo in fretta». «Poi - ha aggiunto - rendiamo esecutive le cose che si stanno facendo, come lo sportello unico: facciamole subito". "Il problema è che siamo in un Paese dove anche le leggi buone si tengono nel cassetto", ha osservato: "Nessuno dice niente e gli imprenditori rimangono nelle condizioni precedenti".La leader degli industriali ha poi affermato che c'è la necessità di far ripartire le liberalizzazioni. «Ha ragione il ministro Tremonti - ha spiegato - a dire che le "lenzuolate" di Bersani non hanno funzionato: non hanno funzionato perché erano deboli». «Questa maggioranza - ha lamentato - sta tornando indietro su questo». Tremonti. Piano per la libertà d'impresa, per il quale serve una legge costituzionale, prevede la revisione "dell'articolo 41 e dell'articolo 118": lo spiega il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso del suo intervento al Convegno dei Giovani industriali. «L'articolo 41 è stato ispirato dalla logica del conflitto di classe ma il mondo è cambiato e il nostro piano non punta a revocarlo ma aggiungere un comma dando enfasi alla libertà d'impresa». Per quanto riguarda invece l'articolo 118 il tema che il governo vuole affrontare «è quello dei poteri che si autobloccano», dice il ministro. Tra i punti da affrontare nel dettaglio vi sono: «L'autocertificazione, la segnalazione di inizio attività, i controlli che devono essere fatti solo ex post e la buona fede». Ma non solo. Il titolare del Tesoro dice che una volta fatta la legge costituzionale si potrebbero"«iportare al centro le grandi infrastrutture nazionali».Insomma, sottolinea Tremonti, il principio che guida l'Esecutivo è quello per cui «tutto è libero, tranne ciò che è punito con la legge penale o con quella europea».