Economia

IL COSTO DELLA VITA. Luce e gas, a gennaio i primi sconti

Eugenio Fatigante e Giuseppe Matarazzo sabato 20 dicembre 2008
Arrivano (finalmente) buone notizie per gli italiani. Sono gli annunciati ribassi delle bollette, i primi dopo una lunga corsa di 5 trimestri (quindi più d’un anno) di ritocchi tutti all’insù. Dal prossimo 1° gennaio caleranno le tariffe di luce e gas naturale. La diminuzione, comunicata ieri dall’Autorità per l’energia, sarà per ora maggiore (del 5,1%) per l’energia, e solo dell’1% per il gas. Si stima che il risparmio complessivo sarà in media di 36 euro a famiglia (con consumi di 2.700 Kwh all’anno e 1.400 metri cubi di gas), imposte incluse. Per ora poco, ma il "gruzzoletto" dovrebbe crescere nei prossimi mesi. Per il presidente dell’Autorità, Alessandro Ortis, si prevedono difatti «ulteriori riduzioni», che saranno «particolarmente importanti per il gas» già «con il prossimo aggiornamento trimestrale», a fine marzo. Sottolinea ancor più i risvolti positivi Claudio Scajola: secondo il ministro dello Sviluppo economico queste imminenti riduzioni, «addirittura superiori alle previsioni comunicate alcune settimane fa, rappresentano un sollievo per i bilanci delle famiglie». Viceversa Federconsumatori e Adusbef, pur apprezzando i ribassi, «fanno notare, senza alcuna polemica con l’Autorità, che come al solito i rincari marciano come lepri, mentre i cali camminano con il passo lento delle tartarughe».La flessione sarà ancor più marcata per il Gpl (gas di petrolio liquefatto) distribuito in rete: calerà del 14,2%, con una minor spesa annua di 115 euro. Scendendo nel dettaglio delle stime, nel primo trimestre 2009 una famiglia tipo spenderà 25 euro in meno per l’energia elettrica e 11 per il gas. Gli utenti potranno tirare il fiato. «Dopo le sofferenze per gli aumenti del 2008 inizia il percorso che porterà a bollette più leggere», ha affermato Ortis ricordando che sta per scattare un altro aiuto: «Le famiglie meno abbienti potranno beneficiare, nel 2009, del bonus per l’energia e il gas con riduzioni aggiuntive del 15% circa».Dopo questi annunci resta l’attesa per possibili, ulteriori tagli pure al costo dei carburanti alla pompa, alla luce dei continui ribassi del petrolio il cui prezzo ha perso circa l’80% in cinque mesi. Nessuna notizia positiva, invece, sul fronte del metano per autotrazione: il suo prezzo, tradizionalmente agganciato a quello del petrolio, non è calato in maniera significativa negli ultimi mesi. Nel complesso, tuttavia, la Coldiretti evidenzia che il calo delle tariffe nel periodo invernale è particolarmente importante per le imprese agricole, già colpite da una crescita annua del 9% dei costi di produzione spinti dai precedenti aumenti dell’"oro nero".Il petrolio a picco. L'Opec continuerà a tagliare la produzione di petrolio fino a quando si stabilizzeranno i prezzi del barile». Lo ha detto il presidente del cartello petrolifero Chakib Khelil, ieri a Londra, appena dopo il taglio record di 2,2 milioni di barili al giorno deciso dall’Opec questa settimana che non ha scalfito per nulla l’andamento del prezzo del greggio. Ieri l’oro nero è sceso ancora, rompendo la soglia dei 34 dollari al barile, ai minimi da quattro anni: a New York è andato in picchiata fino a 33,4 dollari , per poi riposizionarsi attorno ai 35.Una corsa al ribasso che non si ferma, dunque, nonostante gli interventi dell’Opec che sembra voler insistere con i tagli di produzione. C’è attesa così per la prossima riunione dell’organizzazione, prevista il 19 gennaio. Ma secondo gli analisti, l’andamento del prezzo del petrolio, in questa fase, è più legato alle giacenze che non ai livelli di produzione. Negli Usa , per esempio, le scorte conservate a Cushing, in Oklahoma, dove viene consegnato l’olio negoziato a New York, sono salite del 21% a 27,5 milioni di barili nella scorsa settimana e iniziano a circolare voci sull’impossibilità di stoccare altre riserve per le consegne attese per il prossimo anno.Nonostante il livello del prezzo del petrolio così basso, non mancano le preoccupazioni degli ambienti politici. Sotto accusa è la volatilità: in pochi mesi è passato da un record al rialzo di 150 dollari al barile ai picchi negativi di questi giorni. «Simili oscillazioni – ha denunciato Ferran Tarradellas, portavoce del commissario Ue all’Energia, Andris Piebalgs – sono dovute alla speculazione. E ci preoccupano molto. Chiediamo che si torni al normale rapporto offerta-domanda». Tarradellas ha inoltre avvertito che la Commissione «vigilerà per verificare che non ci siano comportamenti anticoncorrenziali».Anche il ministro italiano per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, intervenuto ieri a Londra all’Energy Meeting, ha posto l’accento sulla volatilità del prezzo, parlando di «pericolo per l’economia globale». «Occorrono – ha detto – regole condivise per stabilizzarne le oscillazioni, pur nel rispetto dell’economia di mercato». Valutazioni su cui concorda il premier britannico Gordon Brown.