Economia

Testoni (Acta). «L'obbligo di un contratto scritto agevola il lavoro»

Luca Mazza giovedì 11 maggio 2017

Ugo Testoni

«Per noi è una battaglia culturale vinta e questo testo rappresenta il riconoscimento di tante nostre richieste che hanno trovato una buona risposta». Ugo Testoni, copywriter e vicepresidente di Acta, associazione che rappresenta i freelance, sostiene come con il ddl varato da Palazzo Madama si riconosca a livello legislativo «l’esistenza di una realtà sociale formata da lavoratori autonomi, indipendenti e professionali che noi chiamiamo terziario avanzato».

Ora che c’è un impianto normativo, quali cambiamenti ci saranno per tali categorie di lavoratori?

Nella nostra assemblea nazionale del 10 giugno, il cui slogan sarà 'Andare oltre', ci concentreremo soprattutto su due elementi che occorre presidiare: le clausole contrattuali e il rispetto dei tempi di pagamento. Dobbiamo fare in modo che quanto previsto dalla legge sia operativo nei fatti.

L’obbligo di contratto che effetti positivi comporta?

Il provvedimento stabilisce che il contratto è un diritto e quindi aumenta le tutele e agevola il lavoratore, che finora era la parte debole. È importante anche il fatto che diventano abusive le clausole contrattuali che prevedono pagamenti con termini superiori ai 60 giorni dalla data della fattura o che consentono modifiche unilaterali del contratto da parte del committente. Anche su questo punto bisogna prestare attenzione.

Il riconoscimento dello smart-working e la creazione di uno sportello per gli autonomi in centri dell’impiego pubblici sono misure che agevolano gli aspetti strettamente lavorativi?

Qui il discorso è più complesso. Finora i precedenti provvedimenti sono risultati poco efficaci, per cui bisognerà verificare se uno sportello ad hoc servirà davvero ad avvicinare domanda e offerta. Bisogna ammettere, comunque, che non è semplice. Perché parliamo di lavoratori in una situazione ancor più 'liquida' rispetto a chi ha un lavoro subordinato o dipendente.