Economia

L'intervista. Linda Jackson: Citroen riparte in Suv

Alberto Caprotti inviato a Parigi venerdì 23 giugno 2017

Linda Jackson con la nuova Citroen C3 Aircross

La signora inglese dell'auto francese ha idee chiare come i suoi capelli: «L'obiettivo è ambizioso: +30% di vendite del marchio entro il 2021. La filosofia per arrivarci si chiama "people mind", ispirata cioè alle richieste del cliente. E lo stile per condire
il piano strategico resta lo stesso: "be different, feeel good", diversi e positivi. Perchè l'automobile ha bisogno di aria fresca...».
Linda Jackson, Ceo di Citroen, si coccola l'ultima arrivata della scuderia, la C3 Aircross, modello che manda in pensione la C3 Picasso e decreta il definitivo addio ai monovolumi a vantaggio dei Suv, anche piccoli e medi, tipologia invasiva e indispensabile ormai per un mercato che sembra non chiedere altro. «Dopo la presentazione della C5 Aircross, allo scorso salone di Shanghai - spiega Linda Jackson - l'offensiva Suv di Citroen accelera con questo secondo modello che debutterà in Europa entro la fine dell'anno. L'obiettivo è di produrre auto più internazionali che possano essere adatte non solo all'Europa ma anche a mercati come la Cina, il Cile e in generale il Sud America. È proprio lì che vogliamo aumentare le nostre quote grazie alla spinta di modelli dalla forte personalità come appunto C3 Aircross».

Compatta come una berlina e pratica come un Suv, la C3 Aircross è destinata a chi cerca un'auto di forte personalità ma anche spaziosa e versatile. Il progetto nasce dalla C3, la best-seller del "double chevron" che in appena sette mesi dal lancio è riuscita a trainare le vendite del marchio a livello mondiale fino a 1,2 milioni spingendo soprattutto il mercato europeo, il più importante per Citroen insieme a quello cinese, a quota 130mila in un anno. Sparigliare dunque, proporre modelli audaci e colorati, proseguire sulla strada iniziata con la C4 Cactus: secondo Linda Jackson la strategia di Citroen è segnata in modo preciso. Al punto da non essere granchè condizionata dalla ventata di elettrificazione che ha contagiato quasi tutti i costruttori mondiali: «L'automobile sta cambiando - precisa il numero uno del marchio francese - e non dobbiamo sottovalutare soprattutto il calo del diesel nelle scelte del pubblico, anche se attualmente continuiamo a vendere il 50% delle nostre auto in Francia con questa alimentazione.
L'abilità sarà quella di essere pronti allo switch, al cambiamento. Quando avverrà però, non prima. In gamma Citroen ha già veicoli elettrici come C-Zero. E.Mehari e Berlingo, ma ci prepariamo anche all'ibrido plug-in perchè non possiamo puntare solo su una soluzione non sapendo al momento quale sarà quella premiata dal mercato».

Intanto sono arrivati costruttori "non tradizionali" come Tesla, nuove figure con le quali il mondo dell'auto deve fare i conti. «Tesla è un fenomeno molto interessante – continua la ceo di Citroen – che si inserisce in pieno nel discorso di cambiamento in atto. Rispetto a noi comunque ha un livello diverso di prodotti, quindi al massimo ci ispira curiosità e non altro». Dunque Suv, e solo (quasi) Suv? La signora Jackson accenna un sorriso: «Il mercato di questo tipo di veicoli dal 2012 al 2016 è quintuplicato. Chi può dire quando durerà questa tendenza? Di certo non finirà a breve. Ritengo che sia un trend strettamente legato alle esigenze dei clienti che chiedono sempre più sicurezza a bordo e sono amanti della guida rialzata, comoda e sicura. Noi ci stiamo investendo molto e credo proprio che non sbaglieremo».