Economia

Lavorare in sicurezza. L’App anti-Covid di Node “contagia” le cooperative

Redazione Romana martedì 16 giugno 2020

L'App "Lavorare in sicurezza"

Nel panorama delle tecnologie anti-Covid, l'app sviluppata dalla società di It Node per Confcooperative è una di quelle che sta riscuotendo maggiore interesse. Dall’inizio della Fase 2, non a caso, ha raggiunto oltre 6mila attivazioni, e il numero cresce progressivamente di giorno in giorno. Il motivo è da ricercarsi in un progetto tecnologico che è risultato da subito molto innovativo sotto il profilo della sicurezza e della tutela della privacy. Ma anche per l’incisività delle soluzioni integrate, come la possibilità per i dipendenti delle coop associate di usufruire del test sierologico gratuitamente o il contatto con il medico del lavoro che viene fornito, sempre gratuitamente e a discrezione del lavoratore, a chi risulti positivo al test.

UNA PATENTE DI CIRCOLAZIONE SUL LUOGO DI LAVORO - Si tratta di uno sviluppo in chiave ant-Covid dell’App "Confcooperative", studiata per il target dei cooperatori italiani, che è stata progettata per garantire ai cooperatori la possibilità di svolgere le loro attività sicuri di farlo in un ambiente immune dal rischio contagio. Perché ogni iscritto all’App attraverso l’inserimento delle proprie informazioni sanitarie viene associato a un indicatore di idoneità all’ingresso al lavoro, rappresentato da un semaforo rosso (negativo) o verde (positivo). Una sorta di patente di circolazione sul luogo di lavoro. Per ottenere il proprio indicatore il lavoratore, con pochi touch, scorre tutte le funzioni: questionario di autoanamnesi, autocertificazione (dichiarazione di non aver contratto il virus), test sierologico (comunicazione dell’esito del test che viene fornito gratuitamente dall’impresa), piano di sicurezza aziendale, verifica dei Dpi (dispositivo di protezione individuale). Al termine del “tracciato digitale” l’App genera automaticamente l’indicatore rosso o verde, con il quale il lavoratore può presentarsi o meno sul luogo di lavoro.

MASSIMA TUTELA PER LA PRIVACY - «La nostra idea – spiega Danilo D’Elia, ceo di Node – è stata quella di immaginare un sistema che non puntasse alla tracciabilità delle persone quanto a un supporto per il lavoro in sicurezza. La tutela della privacy è stata la nostra principale preoccupazione. Tutte le informazioni sanitarie dell’utente, infatti, restano di dominio privato del lavoratore. Nemmeno il datore di lavoro o i colleghi possono accedervi. Solo l’esito finale è pubblico. E questo ha aiutato il progetto a decollare». A contribuire è stato certamente anche il sostegno di Confcooperative, che ha messo a disposizione delle sue imprese oltre 100mila test sierologici a prezzi molto convenienti in modo da offrire la prestazione gratuitamente ai dipendenti».

«STIAMO VALUTANDO COME PROIETTARCI AL MERCATO» - L’App attualmente è diffusa tra i cooperatori associati a Confcooperative, ma Node sta pensando di estendere lo stesso sistema anche a nuovi target: «Abbiamo ricevuto richieste anche da altre istituzioni non legate al mondo della cooperazione e stiamo valutando come proiettarci al mercato. Anche perché il nostro progetto è customizzabile. Già tra le cooperative ve ne sono alcune che ci hanno chiesto una personalizzazione del sistema sulla base di specifici protocolli aziendali. Quindi l’infrastruttura da noi studiata è facilmente mutuabile ad altri contesti».