Economia

Laudato si' e politica. Legge di bilancio, la leva dei bonus per sviluppo e ambiente

Leonardo Becchetti giovedì 13 ottobre 2016
Legge di bilancio alla luce della «Laudato si’» Con la Laudato si’ papa Francesco evidenzia l’urgenza di passare da un approccio nel quale la sbornia tecnologica ci fa credere utile e possibile manipolare ambiente e persone a nostro piacimento ad una rinnovata ecologia delle relazioni che è la nostra reale vocazione e il segreto della nostra pienezza di vita. La prevalenza del primo approccio ci ha portato a livelli di insostenibilità sociale e ambientale che stanno mettendo a rischio la nostra vita nel pianeta e la pace sociale. Una volta fissata la linea di marcia sta a noi coniugare concretamente i principi in proposte e spiegare come si può procedere nella direzione auspicata. Per questo l’esercizio di Legambiente con le sue 15 proposte a saldo zero per i conti pubblici lanciate in vista della nuova legge di bilancio è particolarmente interessante. La logica delle proposte è sintetizzabile in modo semplice: tassando alcune rendite e rimodulando il prelievo fiscale sui consumi è possibile incentivare a saldo zero i comportamenti virtuosi di cittadini e imprese in direzione di una maggiore responsabilità ambientale. Sul fronte della rimodulazione fiscale uno dei capitoli più interessanti è quello dell’ecobonus, ovvero della detrazione fiscale al 50% spalmata in 10 anni delle ristrutturazioni edilizie (65% quando includono l’efficientamento energetico). Con questo strumento negli ultimi 18 anni si è assecondata la transizione del settore edilizio verso le ristrutturazioni piuttosto che il consumo di nuovo suolo ed è stato creato valore economico per 237 miliardi con 14 milioni di domande in 18 anni. Secondo uno studio del Cresme l’ecobonus ha migliorato il rapporto debito/Pil da entrambi i lati. Il valore economico netto creato (investimenti in ristrutturazione meno spesa delle famiglie) è stato di circa 18 miliardi mentre il saldo per le casse dello Stato si è rivelato positivo per circa 300 milioni (ovvero la raccolta fiscale dal reddito prodotto dai nuovi investimenti ha più che compensato l’esborso per la detrazione). Uno dei vantaggi e obiettivi dell’ecobonus è stato quello di favorire l’emersione rendendo meno conveniente per i committenti ristrutturazioni 'scontate' e fatte in nero con evasione dell’Iva. La proposta è di rinforzare questo strumento elevando la percentuale di detrazione per ristrutturazioni 'virtuose' che includono efficientamento energetico e antismico. Il pacchetto fiscale include la questione più generale e strategica della rimodulazione dell’Iva da ridurre per le produzioni di beni e servizi più sostenibili aumentando le altre. I casi più classici sono quelli del riuso e del riciclo con un’Iva fortemente ridotta per favorire lo sviluppo dell’economia circolare e quello delle energie rinnovabili contro il petrolio. Su questo fronte c’è sicuramente da fare molto di più perché non possiamo continuare nella contraddizione di voler favorire il passaggio alle rinnovabili continuando a mantenere sussidi alle fonti fossili. È possibile abolirli continuando, se si vuole, ad incentivare l’autotrasporto ma favorendo il passaggio a motori ibridi o elettrici. La seconda parte dei provvedimenti riguarda l’aumento della tassazione su alcuni settori di rendita che godono di condizioni di vantaggio eccessive. Si va dall’estrazione di materiale dalle cave, alle autostrade, alle concessioni balneari, ai produttori di acque minerali. Aumentare il prelievo su questi settori darebbe un segnale importante alla direzione da prendere.  La sfida del futuro in tutto il mondo è quella di creare valore economico in modo ambientalmente sostenibile per mitigare i problemi di inquinamento e riscaldamento globale che minacciano la nostra salute, danneggiano soprattutto i più poveri che hanno meno risorse per proteggersi dai disastri ambientali e producono conflitti per la contesa delle risorse naturali che divengono progressivamente più scarsi. E il nostro compito in questo momento è di essere ambiziosi utilizzando la leva della politica economica per mettere in moto nuovi circoli virtuosi in grado di coniugare sviluppo, ambiente e giustizia sociale.