Economia

Confesercenti. La bella estate del turismo

Paolo Pittaluga mercoledì 7 settembre 2016
Probabilmente l’instabilità degli scenari internazionali ha dato un piccolo contributo. Almeno per quello che riguarda il turismo. La conferma giunge dall’Osservatorio di Confesercenti che mette in luce come la stagione estiva si caratterizza con «un buon andamento», col comparto che «si consolida rispetto allo scorso anno anche sotto il profilo dell’occupazione e del tessuto imprenditoriale». Secondo le stime, alla fine del mese scorso il turismo ha registrato 1.559.748 occupati, in crescita di oltre 64mila unità rispetto allo stesso mese del 2015 (+4,3%), e 9.335 imprese in più (+2,2%). Nello stesso periodo, invece, il commercio in sede fissa ha perso 5.054 imprese, nonostante il leggero incremento, 1,7%, degli occupati. Analizzando il turismo emerge che il numero di occupati è salito più velocemente nella ricettività: gli addetti dell’alloggio sono saliti a 259.740, con una crescita del 6%. È la ristorazione ad segnare il maggior incremento: nel 2016 sono 1.3 milioni, oltre 50mila in più rispetto allo stesso mese 2015 (+4%). L’andamento positivo è confermato dai numeri delle imprese, in aumento seppure con una dinamica più contenuta rispetto all’occupazione. Anche qui l’incremento più rapido è quello delle attività dell’alloggio, che lo scorso agosto erano 53.532, il 4,9% in più (+2.506 attività) rispetto alla 2015, ma numericamente è la ristorazione a mostrare la crescita più sostenuta del numero di attività, +6.848 equivalente all’1,8% in più. Dati confermati dalle rilevazioni Istat sulla fiducia delle imprese del comparto, ad agosto in salita di oltre 4 punti su luglio. Passando al commercio, Confesercenti osserva che la decontri- buzione fa sentire gli effetti positivi anche sul commercio in sede fissa, che ad agosto ha impiegato 1.752.488 addetti, l’1,7% in più dell’agosto 2015, equivalenti a poco più di 29mila nuovi posti, di cui quasi 7mila in imprese con titolari stranieri. Resta però la riduzione delle imprese scese dello 0,8%, cioè oltre 5mila imprese. Una diminuzione che riguarda quasi tutte le tipologie, dall’alimentare specializzato (-0,6%) al non alimentare (-0,8%), con picchi nella vendita di giornali e riviste (-2,8%), nei gestori di carburanti (-2,7%), negli orefici (-1,9%) e nelle librerie (-1,4%). E non va meglio nella moda con un calo dell’1%.«Se è vero, come crediamo e come suggerisce il Mef, che l’Italia del futuro verrà trainata soprattutto dalla cosiddetta economia dei servizi – osserva il presidente di Confesercenti Massimo Vivoli – il turismo è certamente uno dei settori su cui occorre puntare con maggiore forza, perchè strategico per la crescita e per l’occupazione». Il buon andamento turistico, peraltro, è confermato dai dati della Cna Balneatori che misura, rispetto al 2014, una crescita del 20% – addirittura del 25% in Puglia – e segnala il tutto esaurito nella settimana dal 13 al 21 agosto. L’onda lunga del pienone, proseguita sino a fine mese, sembra prolungarsi anche in settembre.