Economia

Jobs act. Congedi parentali e Cig, si cambia

Maurizio Carucci venerdì 12 giugno 2015
Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera in via definitiva altri due decreti legislativi in attuazione del Jobs act: quello sulle misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro e il testo organico delle tipologie contrattuali e di revisione della disciplina delle mansioni, con l’addio ai Co.co.pro. dal 2016. «L’unico tema che non è in decreto – ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del Cdm– è quello sulla possibilità di introdurre il salario minimo. Abbiamo preferito mantenerlo in collegamento con contratti di lavoro e rappresentanza e discuterlo in un secondo momento».Tra le maggiori novità, l’estensione del congedo parentale da 3 a 6 anni (per quello retribuito al 30%) e da 8 a 12 anni (per quello non retribuito) di età del bambino. Sarà una misura sperimentale per il 2015. Dal 2016, se non ci saranno le risorse necessarie, si torna alla norma originaria. Il governo valuterà «la possibilità» anche «di finanziare servizi di baby sitting e asili pubblici in prossimità dei luoghi di lavoro o di residenza della lavoratrice o, in alternativa, l’incentivazione di servizi innovativi quali il "nido di famiglia"». Per mamme e papà la possibilità di "trasformare" il congedo parentale in part-time al 50%. La fruibilità del congedo parentale non retribuito resta comunque invariata a sei mesi. Queste novità valgono anche nei casi di adozione e affidamento. In caso di fruizione oraria è esclusa la cumulabilità con permessi o riposi. «Siamo intervenuti nuovamente sulle dimissioni in bianco – ha rimarcato il ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi –. È una vergogna che ancora possa esistere questa pratica per le donne lavoratrici». Per quanto riguarda il riordino dei contratti e le mansioni, a partire dall’entrata in vigore del decreto non potranno essere attivati nuovi contratti di collaborazione a progetto, mentre quelli in essere arriveranno a scadenza. Comunque, a partire dal 1° gennaio 2016, ai rapporti di collaborazione «esclusivamente personali con contenuto continuativo» e organizzati dal committente «anche in riferimento ai tempi e luoghi di lavoro» saranno applicate le norme del lavoro subordinato.Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi e stipulati dalle organizzazioni sindacali. Rispetto alla prima versione sono stati addolciti i criteri per distinguere le collaborazioni vere dalle false. Resta il tetto del 20% per i contratti a termine, salvo diverse indicazioni da parte del contratto, con sanzioni per l’azienda in caso di sforamento, una parte della quale va in tasca al lavoratore. Si punta a semplificare l’apprendistato riducendone anche i costi per le imprese per favorire l’alternanza scuola-lavoro. Il decreto prevede anche che in presenza di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale l’impresa potrà modificare le mansioni di un lavoratore, senza modificare il suo trattamento economico.Primo via libera del Cdm anche per gli ultimi quattro schemi di decreti legislativi: sul riordino degli ammortizzatori sociali, sull’Agenzia per le ispezioni, sulle politiche attive e sulla semplificazione di procedure e adempimenti. Prevista una stretta per la cassa integrazione, la cui durata massima viene fissata a 24 mesi, che possono salire a 36 mesi se "abbinata" ai contratti di solidarietà. La durata della Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione, sarà strutturalmente di due anni: il riordino degli ammortizzatori sociali produce «una disponibilità di risorse che portano a stabilizzare a 24 mesi la Naspi», ha spiegato Poletti. Per questi decreti sarà necessario un secondo passaggio in Cdm dopo il parere delle Commissioni competenti. «In un anno – ha ricordato Maria Elena Boschi – tutti i decreti previsti dalla delega lavoro sono stati approvati. Il lavoro del governo è praticamente finito».Con il decreto Enti locali il governo ha poi stanziato 205 milioni di euro in conto capitale per gli interventi a favore dei territori colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 nel Mantovano, autorizzando la Regione Lombardia a operare. «Abbiamo cercato di andare incontro alle aree colpite dal terremoto – aggiunge Boschi – con la creazione di zone franche urbane per dare la possibilità alle micro imprese per due anni di ottenere esenzioni fiscali. Più flessibilità anche per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, bonifiche di amianto negli edifici, interventi a seguito di eventi calamitosi».Intanto è rimandato il nuovo concorso per coprire gli incarichi dirigenziali all’Agenzia delle Entrate, dopo che la Corte costituzionale ha fatto decadere dall’incarico 767 dirigenti perché "promossi" senza aver sostenuto un concorso.