Economia

Risparmio. Italiani bocciati in cultura finanziaria

Paola Scarsi mercoledì 18 gennaio 2017

Un'indagine condotta dalla Banca d'Italia relativa al 2008 vedeva solo il 43% dei capifamiglia in grado di rispondere correttamente a domande semplici come la lettura di un estratto conto o le distinzioni tra differenti tipologie di mutui. "Modeste" secondo i rilevamenti 2016 della Consob le conoscenze finanziarie degli italiani riferite alle decisioni di investimento: il 40% ha contezza di alcune nozioni di base ma il 60% non mostra alcuna conoscenza neppure dei servizi previsti dalla normativa. Un problema enorme, quello del basso livello di alfabetizzazione finanziaria, poiché coinvolge moltissime scelte dei cittadini, compreso il sistema pensionistico e la previdenza complementare. Ciononostante l'Italia continua ad avere uno dei livelli più bassi tra le economie avanzate e per questo il tema dell'educazione finanziaria è così attuale.Le raccomandazioni INFE (Foro internazionale dell'OCSE per l'educazione finanziaria) sottolineano la necessità di una Strategia Nazionale di Educazione Finanziaria; come primo passo per la sua attuazione le Autorità di vigilanza – Banca d’Italia, Consob, COVIP e IVASS – con il Museo del Risparmio, la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio e la Fondazione Rosselli, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e il Ministero dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca (MIUR) hanno effettuato una rilevazione delle iniziative di educazione finanziaria nel triennio 2012-2014. Nel complesso sono state censite 206 iniziative, promosse da 256 soggetti tra cui banche, assicurazioni e fondi pensione: quasi due terzi dei programmi hanno coinvolto nel triennio meno di 1.000 persone e solo una iniziativa su dieci si è rivolta a più di 10.000 partecipanti.