Economia

Trasporto aereo. La fusione Ita-Lufthansa non convince la commissione Ue

Cinzia Arena lunedì 25 marzo 2024

La commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager

La fusione tra Ita Airway e Lufthansa non decolla, trattenuta a terra da una serie di preoccupazioni avanzate dall'Unione europea. L’attesa lettera (“statement of objections”) nella quale l’Antitrust della Commissione europea ha elencato i rilievi e i nodi ancora da sciogliere prima di poter dare il via libera all’operazione (atteso per il 6 giugno alla vigilia delle elezioni) è stata recapitata oggi al ministero dell’Economia e alla compagnia tedesca. Non una doccia fredda ma la conferma che a Bruxelles questo matrimonio non convince del tutto.

La Commissione europea ritiene che il progetto di acquisizione potrebbe restringere la concorrenza del trasporto aereo da e per l'Italia, con un conseguente aumento dei prezzi e una diminuzione della qualità dei servizi. In particolare su alcune rotte a corto e lungo raggio dove Ita e Lufthansa oggi sono in competizione con collegamenti diretti e indiretti. La preoccupazione è che da alleate potrebbero decidere di ridurre i collegamenti, razionalizzando le rotte, ma anche sfruttare la loro posizione dominante nei confronti di altre compagnie.

Le alleanze in campo. Lufthansa e Ita gestiscono un'ampia rete di rotte dai rispettivi hub in Austria, Belgio, Germania, Svizzera e Italia, è la premessa da cui parte la lettera della Commissione. Lufthansa ha joint venture con United Airlines e Air Canada per le rotte transatlantiche e con All Nippon Airways per le rotte verso il Giappone che produce un allineamento su prezzo, capacità, programmazione e condivisione dei ricavi. Ita al momento fa parte dell’alleanza con Sky Team e Delta.

Per la Commissione Ue alcune rotte potrebbero andare in sofferenza. Il primo rischio segnalato è la riduzione della concorrenza su alcune rotte a corto raggio che collegano l'Italia con i paesi dell'Europa centrale, dove operano a parte Ita e Lufthansa, principalmente da vettori low cost, come Ryanair, che in molti casi operano da aeroporti più remoti. Sull'impatto sulle rotte a lungo raggio tra Italia e Stati Uniti, Canada e Giappone, Bruxelles segnala una concorrenza insufficiente da parte di altre compagnie aeree. Nella valutazione, viene ricordato, la Commissione considera le attività di Ita, Lufthansa e dei suoi partner della joint venture come quelle di un'unica entità dopo la fusione.

Il ruolo di Linate. C’è un terzo elemento che viene poi indicato come rischioso e riguarda l'ipotesi di un rafforzamento della posizione dominante di Ita a Linate, che potrebbe rendere più difficile per i concorrenti fornire servizi di trasporto aereo dalla scalo milanese. Ogni anno milioni di passeggeri viaggiano su quelle rotte per una spesa annua complessiva di oltre 3 miliardi di euro.

Per la Commissione in assenza di soluzioni adeguate, l'eliminazione di Ita come compagnia aerea indipendente potrà avere effetti negativi sulla concorrenza in questi mercati già concentrati.

La decisione finale verrà presa il 6 giugno. La comunicazione degli addebiti inviata oggi è un passo formale: Lufthansa e il Mef potranno rispondere, consultare il fascicolo della Commissione e richiedere un'audizione orale. Hanno un mese di tempo, sino al 26 aprile quando si chiuderà l’indagine aperta il 23 gennaio dalla Ue, per proporre correttivi, presentando delle soluzioni alternative. Entro il 6 giugno la Commissione dovrà prendere la decisione finale.

Lufthansa: pronti a collaborare. Immediata la replica della compagnia tedesca che si è detta pronta "a proporre soluzioni costruttive compatibili con una realtà economica dell'aviazione così competitiva come quella italiana" e disposta a collaborare con la Commissione. "Rimaniamo fiduciosi che l'operazione verrà approvata - anche perché siamo convinti che la concorrenza in Europa, specialmente in Italia, potrà essere rafforzata da una Ita Airways parte del gruppo Lufthansa".

Giorgetti: la Ue ci ostacola. Il governo Meloni non nasconde il suo nervosismo che era emerso già ieri. “Noi abbiamo una compagnia area che si chiama Ita, si chiamava Alitalia. Abbiamo detto: “vediamo di costruire un campione europeo che possa competere con i colossi internazionali”. Da dieci mesi stiamo lottando con l’Europa che non ci permette di fare questo» aveva detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

La replica di Vestager: in dieci anni di mandato approvate molte fusioni. Puntualizzazioni che non sono piaciute ala vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager "Penso che se si andasse indietro alla storia dell'approvazione delle fusioni nei miei dieci anni di mandato, si scoprirebbe che un certo numero di grandi aziende sono state create attraverso fusioni. E succede perché in realtà, molto spesso, puoi approvare una fusione preservando allo stesso tempo la concorrenza" ha detto rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di Giorgetti.