Economia

Collegio Mazza. Io Mimprendo, progetti entro il 20 dicembre

venerdì 12 dicembre 2014
le aziende possono proporre progetti innovativi che saranno sviluppati da team di universitari in tutto il territorio nazionale.  Ci sono tante belle idee nelle aziende italiane, ma molte volte restano nel cassetto: le incombenze del momento, la crisi che pare non voler mollare la presa, la rapida obsolescenza delle competenze, frenano gli imprenditori e la creatività che contraddistingue nostro Paese. C’è poi un mondo fuori dalle aziende, quello dell’università, ricco di giovani a caccia di esperienze qualificanti, caratterizzati da un’innata capacità di connettere velocemente informazioni e conoscenze e dalla possibilità di generare soluzioni inedite a problemi noti. Infine c’è Mimprendo Italia,  l’iniziativa che crea un link tra questi due mondi spesso lontani e incapaci di interagire in modo efficacie per creare valore. Nato a Padova, Mimprendo è promosso a livello nazionale dai Giovani Imprenditori di Confindustria e dalla Conferenza dei Collegi Universitari di Merito.  Si tratta di una iniziativa win-win, in cui a trarre giovamento sono gli imprenditori, che vedono sviluppati progetti o idee che rischiano di rimanere nel cassetto, e gli stessi universitari, che fanno un’esperienza unica capace di qualificare il loro percorso di studi se non addirittura di far trovare loro una posizione nella stessa azienda ospitante. Ma gli effetti di Mimprendo sono anche di sistema: inietta cultura imprenditoriale nella formazione universitaria e capitale intellettuale nel patrimonio aziendale. Mimprendo Italia si concretizza in una competizione di sei mesi nei quali ogni team in gara affianca l’imprenditore nello sviluppo della propria idea offrendo valore aggiunto in termini di accesso ai risultati della ricerca scientifica, di produzione creativa e di progettualità multidisciplinare.  Ogni team si coordina grazie ad una piattaforma tecnologica dedicata e viene supportato da una rete di coaching dei Collegi universitari di merito. L’iniziativa ha già coinvolto nelle precedenti edizioni 360 laureandi su 900 candidati di 16 atenei italiani e sviluppato 96 progetti innovativi. Per il 70% dei componenti dei team si è trattato del primo vero contatto diretto con un imprenditore e nel 97% dei casi questa esperienza è diventata il fiore all’occhiello del proprio curriculum.  E i risultati si vedono anche dal lato azienda: in un sistema economico sempre più  knowledge based, dalla contaminazione tra mondo imprenditoriale e universitario sono nati casi di successo come Experenti, la piattaforma di realtà aumentata made in Italy che ha mosso i primi passi come progetto Mimprendo fino ad ottenere un investimento early stage di 700mila per attività di sviluppo negli Stati Uniti. Oppure progetti industriali, come lo sviluppo di una valvola per applicazioni criogeniche. "Il progetto del team Mimprendo - racconta Pierangelo Scaglia, general manager di Fema - non solo ha avuto seguito ma abbiamo sviluppato due nuove linee partendo da quella fatta dai ragazzi, inoltre abbiamo preso un ordine (in Italia) di una valvola di grosse dimensioni proprio del tipo sviluppato dai ragazzi".Per il 2015 l’iniziativa sarà promossa dai Giovani Imprenditori di 20 associazioni territoriali di Confindustria (Assolombarda, Canavese, Como, Lecce, Napoli, Novara, Palermo, Pordenone, Reggio Calabria, Torino, Modena, Taranto, Roma, Udine, Treviso, Belluno, Vicenza, Padova, Venezia, Rovigo).In questa prima fase della nuova edizione di Mimprendo, le aziende interessate possono proporre propri progetti innovativi registandosi sul portale www.mimprendoitalia.it  entro il 20 dicembre 2014. Dal 15 gennaio gli universitari potranno candidarsi per essere selezionati nei team di sviluppo e partecipare all’assegnazione di un premio fino a 10mila euro. Il segreto del successo? Mimprendo ha implementato una metodologia che trasforma alcune parole e slogan di moda in fatti concreti, riconosciuti ed apprezzati da aziende e universitari: valorizza il merito, accelera l’innovazione, non disturba la vita dell’azienda, avvicina le imprese all’università in una logica di complementarietà formativa di cui tanto abbiamo bisogno nel nostro sistema educativo nazionale.