Economia

IL NODO. Invalidità, restano i tagli e la protesta

Roberta D'Angelo martedì 6 luglio 2010
Ci prova fino all’ultimo e promette di non arrendersi Maurizio Gasparri, ma il capogruppo del Pdl al Senato sa già che di molti impegni, non pochi sono quelli che verranno disattesi dal Tesoro, e sui disabili, secondo Tremonti, già molto è stato fatto con l’emendamento incriminato dalle associazioni. Il capogruppo del Pdl tenta la carta-Berlusconi, porta l’istanza al premier, al quale mette anche nero su bianco la richiesta di rivedere i parametri per avere diritto alla pensione e all’accompagnamento. Ma la manovra appare intoccabile e oltre alla modifica inserita dal relatore e presidente della Commissione bilancio Azzollini poco o nulla resta da fare. Mentre le associazioni sono ormai pronte a scendere in piazza domani, per far sentire la propria voce.Il presidente dei senatori del Pdl appare amareggiato, ma non solo per la dura battaglia: «Quando ho letto la condanna delle associazioni all’emendamento, ho fatto presente a Tremonti i calcoli di Fish e Fand, ma il Tesoro dà un’altra interpretazione». Gasparri va avanti: «Neanche io sono soddisfatto delle modifiche di Azzollini, perché ritengo che vada fatto di più, e sono molto preoccupato per questa manovra, ma quello che non sopporto è la reazione delle associazioni, perché non è vero che non è stato fatto niente». L’emendamento reintroduce una lista di disabilità, reclama Gasparri, che erano state tagliate fuori. «Io, comunque, continuo a combattere».I margini però restano strettissimi e ieri nessuno nella maggioranza, ma neanche nel governo, sapeva dire molto: in sostanza gli unici addetti ai lavori sono quelli chiusi in Commissione bilancio (senatori e rappresentanti del governo), strettamente vincolati al saldo da mantenere invariato.E allora, mentre ormai si respira aria di fiducia, le federazioni di associazioni di disabili scendono in piazza e trovano la sponda del sindacato e del Pd. Per domani alle 10, davanti a Montecitorio, sono previste delegazioni di disabili da tutta Italia. La richiesta è di ritirare, senza girarci intorno, l’articolo che taglia i fondi ai disabili, e che nulla ha a che vedere con la lotta ai falsi invalidi. E di eliminare anche l’emendamento di Azzollini, con il quale, denunciano Fish e Fand, si creano «sperequazioni di dubbia costituzionalità». Una richiesta rivolta al ministro dell’Economia, visto che, notano, il ministro Sacconi, «che ha la formale competenza per le politiche sociali, appare ai margini da un dibattito dominato dal collega Tremonti».