Economia

Proiezioni a quattro ruote. Connessa e condivisa: così la rete cambierà l'auto

giovedì 20 novembre 2014
Saranno l’internet delle cose (80 miliardi di dispositivi connessi nel mondo entro il 2020) e gli oltre 1.200 satelliti che verranno lanciati globalmente nei prossimi 6 anni a cambiare lo scenario della vendita e della circolazione degli autoveicoli e anche le loro stesse caratteristiche. Lo ha annunciato, nell’ambito del Michelin Challenge Bibendum a Chengdu in Cina, la società di analisi Frost & Sullivan.
Lo studio “New Mega Trends impacting the Future of Mobility” disegna uno scenario in rapida evoluzione, conseguenza della sempre più diffusa utilizzazione di internet (nel 2020 ci saranno 5 miliardi di utilizzatori del web) e della crescente disponibilità di dispositivi collegati alla rete (saranno 500 ogni chilometro quadrato della superficie terrestre entro il 2020). «Il futuro ci porterà molte più soluzioni integrate di mobilità, anche door to door - ha detto Sarwant Singh, senior partner di Frost & Sullivan - che permetteranno di far interagire il sistema di trasporto pubblico con quello individuale. Soluzioni che faranno crescere ancora la disponibilità e l’ampiezza dei servizi di car sharing nel mondo».
Singh ha citato l’esempio di Londra, dove nel 2020 si dovrebbe arrivare a 800mila utilizzatori del car sharing, con quasi 120mila veicoli eliminati dalla circolazione; 820,6 milioni di miglia risparmiate; il 4,2% di ingorghi in meno e un taglio del 5,6% della CO2 emessa e del 5,7% del PM10 e dell’NOx. Secondo Frost&Sullivan la crescita esponenziale dei veicoli connessi permetterà anche di sviluppare nuovi sistemi di possesso e di assicurazione (pay for use) per le auto di proprietà individuale.
Ma muteranno anche radicalmente il modo di scegliere e acquistare un veicolo nuovo e di programmare o richiedere interventi di manutenzione e riparazione, comprese tutte le opportunità offerte dalla diagnosi in remoto, come già oggi avviene per molti settori (macchine da ufficio, PC, ecc.). «Nel suo complesso il mercato mondiale dell’auto - ha precisato Singh - continuerà comunque a crescere, con una proiezione a 100 milioni di unità vendute nel 2020. Questo per effetto di maggiori vendite di modelli “base” nei Paesi emergenti, in sostituzione della mobilità su due ruote, e soprattutto per la crescita in Cina e India, ma anche in mercati come Indonesia, Nigeria, Messico e Turchia».