Economia

Inps. Obbligo del pensionato di comunicare il reddito

Daniele Cirioli lunedì 14 dicembre 2015
Tempi (più) duri per i pensionati. L’Inps, infatti, ha annunciato (nella circolare n. 195/2015) di mettere definitivamente in pratica il nuovo sistema di controllo dei redditi rilevanti per le pensioni (assegno nucleo familiare, trattamenti famiglia, pensione sociale eccetera), previsto dalla legge n. 122/2010. Lo farà, in particolare, a partire dal modello Red 2015, relativa ai redditi 2014 che andrà consegnato all’Inps entro il 31 marzo 2016. Chi non lo farà, avrà sospesa la pensione o quota di essa a partire dal 1° gennaio 2017. E non è tutto. Un’altra brutta notizia è, infatti, che l’Inps non invierà più la richiesta dei redditi (il modello Red): l’obbligo di fare la comunicazione ricade sul pensionato e, pertanto, deve ricordarselo e arrangiarsi da sé.Nel ricordare il prossimo adempimento (c’è tempo, come detto, fino al 31 marzo 2016), l’Inps ha dettagliato le prestazioni collegate al reddito per le quali i titolari sono tenuti a far sapere la propria situazione reddituale e quella di coniuge e familiari. Per capire se uno rientra o non rientra in questi casi (se, cioè, ha prestazioni collegate al reddito), può guardare nel prospetto riepilogativo della pensione del modello Obis, disponibile su internet (sito www.inps.gov.it). L’onere di dichiarare la situazione reddituale non va sempre assolto direttamente all’Inps. In primo luogo, infatti, si ritiene assolto mediante la presentazione del modello 730 o dell’Unico all’agenzia delle entrate che poi provvede a mettere a disposizione dell’Inps i relativi dati. Se la dichiarazione fiscale (730 o Unico) non viene presentata, per qualunque motivo, allora l’obbligo va assolto con il modello Red da presentarsi all’Inps. Attenzione, però. Vi sono alcuni tipi di reddito che ai fini previdenziali sono trattati in modo diverso rispetto a quelli fiscali. In presenza di questi redditi, pertanto, i percettori devono comunque fare la comunicazione all’Inps, anche se presentano il 730 o l’Unico. Si tratta, tra l’altro, dei redditi da collaborazione coordinata e continuativa; indennità di funzione o gettoni di presenza per partecipazione a consigli e commissioni; pensioni estere; rendite estere; reddito da lavoro autonomo, anche occasionale. Il modello Red, inoltre, va presentato anche da quanti sono esonerati dal dover presentare la dichiarazione dei redditi al Fisco, ad esempio perché sono titolari di un reddito da pensione e da abitazione principale: tali soggetti sono tenuti a dichiarare all’Inps il reddito della casa di abitazione, se rilevante sulla prestazione in godimento. Fra i redditi che vanno comunicati all’Inps, perché non dichiarati nel 730 o in Unico, vi sono pure il reddito di lavoro dipendente all’estero; redditi da interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e altri titoli di Stato.Le nuove regole si applicano da subito, ad eccezione delle modalità di trasmissione del Red all’Inps che saranno operative dall’11 gennaio 2016. Fino ad allora i cittadini che, in base alle nuove norme, sono tenuti a fare la dichiarazione Red all’Inps, potranno farla con le modalità vigenti. Queste le possibili vie per produrre all’Inps il Red, operative dal 1° gennaio 2016:•    trasmissione online, direttamente dal cittadino, mediante Pin dispositivo;•    trasmissione per mezzo del Contact Center;•    trasmissione tramite le strutture territoriali dell’Inps;•    trasmissione a cura di Caf o soggetti abilitati.