Economia

Inps. Boom di contratti a tempo indeterminato

lunedì 11 maggio 2015
Le assunzioni a tempo indeterminato, tra nuovi contratti e trasformazioni, nei primi tre mesi del 2015 sono state 619.826, il 41% del totale delle attivazioni nel periodo. Lo rileva l'Inps spiegando che nel complesso i rapporti di lavoro attivati sono stati 1,3 milioni oltre a 149mila stabilizzazioni di contratti a termine e di rapporti di apprendistato.Nel primo trimestre 2015 - segnala l'Inps - aumentano, rispetto al corrispondente periodo del 2014, le assunzioni a tempo indeterminato (+91.277, da 379.508 a 470.785), mentre diminuiscono i contratti a termine (-32.117) e le assunzioni in apprendistato (-9.188). Nel periodo considerato l'aumento complessivo delle nuove assunzioni sul 2014 è di 49.972 unità. Nello stesso periodo diminuiscono di 135.684 unità le cessazioni di rapporti di lavoro, per cui il saldo netto dei rapporti di lavoro è pari a 185.656 unità. In pratica nei primi tre mesi del 2015 la variazione netta tra attivazioni e cessazioni è positiva per 319.873 unità, 185.656 in più rispetto al saldo attivo di 134.217 dei primi tre mesi del 2014. In genere nei primi mesi dell'anno le attivazioni sono superiori alle cessazioni mentre nell'ultimo periodo le cessazioni superano le attivazioni.Nei primi tre mesi del 2015  le nuove assunzioni a tempo indeterminato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 470.785, il 24,1% in più rispetto all'analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le 'trasformazioni' degli apprendisti, sono state 149.041 (l'incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 è del 5%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili è passata dal 36,61 % del primo trimestre del 2014 al 41,84% del primo trimestre del 2015. In particolare, nel corso del mese di marzo 2015 la quota di nuovi rapporti stabili ha raggiunto la misura del 48,2%. Sul complesso delle assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del mese di marzo 2015, oltre il 57% fruisce dell'esonero contributivo  triennale introdotto dalla legge di Stabilità.