Economia

Industria creativa. Dal 2020 sono oltre 165 milioni i "creator" in tutto il mondo

Maurizio Carucci mercoledì 12 ottobre 2022

L'industria creativa "adotta" il Metaverso

L'industria creativa cresce in tutto il mondo. Grandi marchi del settore tecnologico, start up e giovani opinion leader si sono confrontati a Torino sulle prospettive del Metaverso, espansione virtuale del mondo reale, dove 350 milioni di persone vivono già generando un mercato di beni virtuali di circa 54 miliardi di dollari l'anno. L'occasione per illustrare le nuove tendenze è stata il primo Festival del Metaverso in Italia. L'evento, organizzato da Angi-Associazione nazionale giovani innovatori, in collaborazione con le Ogr Torino, puntava ad attrarre imprese e investitori desiderosi di comprendere il potenziale di questo nuovo settore ponendo l'accento sui giovani talenti italiani che rappresentano il futuro del Paese. Dall'indagine basata su 1.200 interviste - Giovani e innovazione nello scenario del Metaverso, a cura di Roberto Baldassari, direttore generale Lab21.01 e direttore del Comitato scientifico Angi - è emerso il divario tra giovani e over 55. Cresce la curiosità per il "non luogo" virtuale, che appare però uno spazio dove non ci sono regole certe, con il rischio di trovarsi in balia degli effetti socio-psicologici derivanti da una "immersione" poco strutturata. Il 32% degli intervistati dice di sapere in cosa consiste il Metaverso; più gli uomini (59%) che le donne, molto più i giovani (41%) che gli over 55 (10%). Tra i giovani che lo conoscono solo il 7% ha avuto un'esperienza immersiva, il 74% ancora non l'ha fatta, ma sei intervistati su dieci la vorrebbero fare quanto prima, mentre il 16% vuole avere prima più informazioni. La seconda sezione della ricerca prende in esame l'impatto del Metaverso sulla società: il 31% dei giovani​ritiene che le esperienze immersive non renderanno gli individui più pigri e asociali rispetto al 23% che nutre forti dubbi sulla pericolosità recondita. Per i giovani sarà l'ambito dei rapporti sociali e interpersonali (28%) quello che sarà rivoluzionato; quattro punti percentuali in meno per istruzione e formazione (24%), seguita da mobilità, turismo e smart city (22%), Pubblica amministrazione e rapporti con il cittadino (19%), commercio elettronico (7%). Tra le opportunità il 23% dei giovani indica favorire l'uguaglianza di genere ed età; il 22% occasioni di lavoro; il 21% la riduzione delle distanze. Intanto Adobe ha diffuso Future of creativity, uno studio con dati aggiornati sulla creator economy e tendenze dell’industria creativa. Il rapporto rileva che questo settore sta consentendo a molte persone di monetizzare i propri contenuti, beni e servizi on line facendo leva su creatività, talento e passione: negli ultimi due anni ha visto l’ingresso di oltre 165 milioni di creator, per un totale di 303 milioni di creator digitali a livello globale. Lo studio dimostra inoltre che la creator economy è in continua ascesa e sta ridefinendo tutti gli aspetti della cultura e della società, dal futuro del lavoro alle cause sociali e alla salute mentale. Lo studio definisce i creator come professionisti e non professionisti che creano contenuti originali per lavoro o per passione, come designer, fotografi, filmmaker, illustratori, hobbisti e appassionati. La creator economy ha dato forma a nuove opportunità professionali a tempo pieno o parziale, in particolare per la GenZ e per i Millennial, che sono attratti da carriere meno tradizionali. Dallo studio emerge che la creazione di contenuti può essere una fonte di reddito, ma ci vogliono tempo e impegno per avere successo. E se per la maggior parte dei creator questa attività rimane un secondo lavoro, molti puntano più in alto.

La formazione e le opportunità di lavoro
Per molte persone è stato complesso rapportarsi con la didattica a distanza, con problematiche riscontrate anche di natura relazionale e psicologica. Infatti, uno studio condotto da alcuni docenti dell’Università di Stanford ha definito la zoom fatigue quella sensazione di spossatezza che coglie gli utenti di fronte al protrarsi delle comunicazioni attraverso gli strumenti da remoto. In particolare durante le videochiamate, aumenta la fatica a tenere alta la concentrazione e la produttività, così come nella didattica a distanza a causa della mancanza del contatto diretto e della presenza di maggiori distrazioni legate all’ambiente domestico da cui è non è facile isolarsi. Il Metaverso è il risultato di un processo di evoluzione della comunicazione che parte dall’esigenza di vivere il web a tre dimensioni per avvicinarsi il più possibile alla vita reale. Proprio per questo, all’interno dello scenario descritto, può essere un valido alleato anche per il mondo della scuola e della formazione in generale, aiutando a superare quegli ostacoli che la tecnologia attuale contiene e offrendo un accesso più semplice e coinvolgente alla didattica a distanza. Per esempio TechStar – realtà italiana Metaverse Enabler che sviluppa soluzioni di Metaverso per accompagnare le aziende nella loro Virtual Transformation – ha realizzato la piattaforma Meta Presence come occasione di evoluzione per le realtà aziendali e gli enti, privati e statali, che operano nel mondo della formazione e che desiderano sfruttare tutte le potenzialità dell’immersività. Grazie alla virtual transformation, il processo che porta le aziende a fare business nel Metaverso, l’expertise di TechStar si estende alla formazione per migliorare la qualità e le performance della didattica a distanza, sostenendo le capacità di apprendimento di studenti e lavoratori e in generale dei meeting in videochiamata. Per supportare e migliorare la concentrazione durante le ore di lavoro digitali, il Metaverso offre ambienti immersivi che aiutano ad isolarsi, ad esempio, da postazioni domestiche condivise con altre persone, realizzando lezioni davvero multimediali con interazioni in tempo reale e utilizzando media di ogni tipo (streaming e condivisione). Inoltre è possibile creare sessioni di formazione di tipo laboratoriale a costo zero e in totale sicurezza, grazie ai digital twin e alla possibilità di manipolarli sostituendo le esercitazioni pratiche; ricreare aule digitali nel Metaverso, rispetto all’utilizzo delle piattaforme di e-meeting tradizionali, permette di monitorare il comportamento degli utenti in modo da verificarne l’attenzione e ottimizzare l’attività didattica, favorendo così la comprensione e la partecipazione; la formazione nel Metaverso incentiva l’interazione e la collaborazione dei gruppi di apprendimento anche in maniera indipendente, grazie a un design su misura degli ambienti e all’audio spaziale. Inoltre è possibile sfruttare la manipolabilità degli avatar e dei digital twin per simulare situazioni e ruoli differenti, stimolando comprensione, creatività ed empatia; creare occasioni di co-design. Insomma può diventare una piattaforma collaborativa per la ricerca, i lavori di gruppo e la realizzazione di progetti. Le tecnologie che ruotano attorno al Metaverso, come Blockchain, realtà virtuale, realtà aumentata e realtà mista attraggono idee, capitali e interesse a livello globale e avanzano le prime stime di quanto potrebbe valere il mercato globale: circa 800 miliardi di dollari già nel 2028. Molte piattaforme nascono dal settore dei videogiochi, sono ricche di elementi di socialità, e per questo si rivolgono al mondo dei servizi e dei beni di consumo, con un particolare focus nell’entertainment, nella vendita e nel marketing. Altre hanno invece origine da strumenti di business: un’evoluzione delle piattaforme per riunioni virtuali (diventate ormai prassi post-pandemica del lavoro), o un’evoluzione delle piattaforme di progettazione virtuale di prodotti e processi produttivi. La visione di Porsche Consulting, per esempio, è chiara: i vantaggi vanno dall’esperienza dei clienti alla produttività aziendale, dalla riduzione degli sprechi alla creazione di milioni di posti di lavoro per ingegneri del software, creatori di contenuti digitali, esperti di dati, progettisti di nuova generazione. Grazie al Metaverso sarà possibile portare nel mondo dell’internet elementi tipici di quello fisico quali proprietà intellettuali, diritti commerciali o qualunque oggetto fisico facendo però leva su velocità di commercializzazione.

Deloitte continua a crescere e prevede nuove assunzioni
Ricavi pari a circa 1.070 milioni di euro per l’anno fiscale 2022 (con termine 31 maggio 2022), in crescita del 20% rispetto all’esercizio precedente: questi i risultati registrati da Deloitte in Italia, che prevede inoltre più di 3.500 ingressi entro maggio 2023. Deloitte oggi conta circa 11mila persone su 24 sedi dislocate su tutto il territorio nazionale. Complessivamente, nell’anno fiscale chiuso a maggio 2022 Deloitte in Italia ha assunto circa 4mila persone. I profili ricercati nei prossimi mesi, sia junior che senior, saranno principalmente di ambito tecnico-scientifico. Inoltre, proseguiranno in maniera significativa le ricerche anche in ambito economico, contabile, nonché amministrativo fiscale e giuridico. Nasce inoltre Deloitte Climate & Sustainability (Dcs): la nuova Società Benefit di Deloitte Italia interamente dedicata ai temi del cambiamento climatico e della sostenibilità. Previsto l’ingresso di oltre 450 persone entro il 2025 per il centro di eccellenza sulla sostenibilità.