Economia

LAVORO. Imprese, crisi e fantasia. Ecco le idee più bizzarre

Giuseppe Matarazzo venerdì 31 luglio 2009
C'è chi invita i propri di­pendenti a lavorare gratis e chi li manda in vacanza per un anno. E non manca chi offre posti gratis in aereo se il passeggero è disposto a volare in piedi. Benve­nuti al Festival della creatività. Ri­gorosamente anticrisi. Di fronte ai venti di recessione che da mesi sof­fiano sui mercati e le economie di tutto il mondo, per continuare a e­sistere, ridurre i costi e non elimina­re ulteriori posti, le aziende si at­trezzano alla meglio con le idee più bizzarre. Come dire, la crisi stimola la fantasia. British Airways per l’oc­casione ha lanciato la «dieta» di bor­do e ha bandito i sandwich ad alta quota: tutto per risparmiare 36 mi­lioni di euro ogni anno. Per colma­re i languorini, i passeggeri dei voli inferiori alle due ore e mezza do­vranno accontentarsi di un pac­chetto di noccioline. Un «taglio» che segue un’altra discussa iniziativa di Ba, dopo la perdita annua nel 2008 di 400 milioni di sterline: la «sugge­stiva » proposta ai suoi 40mila di­pendenti di lavorare gratis per un mese. Per il buon esempio l’ad del­la società, Willie Walsh, per il mese di luglio ha rinunciato alle sue 61mi­la sterline di stipendio. «Stiamo lot­tando per la sopravvivenza», ha af­fermato. Ma l’idea non è piaciuta al personale che per tutta risposta ha già messo in cantiere un’ondata di scioperi. Ancora più ardito l’invito di British Telecom. Il gigante britan­nico della telefonia fissa ha chiesto infatti ai dipendenti di andare in «va­canza » per un anno, ma in cambio di una drastica riduzione (il 75%) dello stipendio. Proprio un bel rega­lo! E c’è di più: Bt offre, incredibile ma vero, anche la possibilità di pas­sare da un impiego full-time al part­time con un incentivo di mille ster­line, oppure di lavorare soltanto du­rante l’anno scolastico, dando così l’opportunità ai genitori di passare più tempo con i figli. Ma l’Oscar della creatività va alla compagnia aerea irlandese low co­st, Ryanair. Dopo la «trovata» di far pagare l’accesso alla toilette nei vo­li di un’ora o la tassa per i passegge­ri grassi, l’ultima stravaganza è que­sta: «Volete viaggiare gratis? Bene, allora viaggiate in piedi». Un’idea però ancora tutta da esplorare pri­ma che possa diventare realtà, con­siderato che attualmente la norma­tiva internazionale non contempla assolutamente la possibilità di viag­gi aerei in piedi. Il numero uno del­la compagnia, Michel O’Leary, ha confessato di aver mutuato l’idea dalla compagnia aerea privata cine­se Spring che la sta studiando con Airbus. Secondo O’Leary, eliminan­do cinque o sei delle file di sedili po­steriori, si potrebbe imbarcare il 50% in più di passeggeri e ridurre i costi del 20%. Spostandoci dall’altra parte dell’A­tlantico, oltre il 5% delle aziende ha tagliato gli stipendi ai propri dipen­denti o ridotto gli orari di lavoro per evitare ulteriori licenziamenti. Tagli che riguardano pure le istituzioni. In California, di fronte allo spettro della bancarotta, il governatore Ar­nold Schwarzenegger ha rimesso i panni di «Terminator»: ha messo i dipendenti pubblici a riposo forza­to e senza stipendio per tre giorni al mese. Con il bilancio dello Stato in passivo di oltre 26 miliardi di dolla­ri, il governatore ha deciso che da qualche parte bisogna risparmiare. La chiusura di alcuni uffici avverrà di venerdì: in questo modo (magra consolazione) gli statali godranno almeno di un lungo weekend. Sem­pre a causa della crisi il Tesoro Usa ha rinunciato al suo tentativo di te­nere corsi di umorismo negli uffici per alleviare lo stress dei dipenden­ti alle prese con la grave crisi econo­mica. Il Dipartimento del Tesoro a­veva annunciato un concorso per la ricerca di professionisti della risata. Ma alcuni membri del Congresso hanno protestato definendo 'biz­zarro' il fatto che l’Ufficio del debi­to pubblico «trovasse necessario fa­re ricorso all’umorismo per allevia­re lo stress delle riunioni proprio mentre il deficit federale sta esplo­dendo ». Il Tesoro, scusandosi, ha cancellato il bando. E sì, di fronte al­la crisi c’è davvero poco da ridere. Per ridurre i costi ed evitare ulteriori tagli al personale, le aziende gravemente segnate dalla recessione, s’inventano le iniziative più curiose Ma non sempre raccolgono i favori dei dipendenti e dei clienti