Economia

Immobiliare. Rate salite anche del 119%: i guai delle famiglie con mutui variabili

Maurizio Carucci venerdì 15 marzo 2024

Per molti italiani il sogno di diventare proprietari di casa può trasformarsi in un incubo. La risalita del costo del denaro ha infatti generato per le famiglie con mutui a tasso variabile aumenti tra il 35% e il 119% della rata mensile in meno di due anni. Questo ha portato a una contrazione fino al 51% del loro reddito netto residuo disponibile, anche al di sotto del minimo di sussistenza. Sono i dati della prima edizione 2024 dell'Osservatorio SalvaLaTuaCasa di Save Your Home realizzato con il contributo di Nomisma, che propone come soluzione all'emergenza mutui la cartolarizzazione a valenza sociale.

L'Osservatorio, presentato alla Camera, indica come le famiglie che devono sostenere una rata mensile elevata, superiore a 700 euro, tra mutui e credito al consumo, siano passata dal 27% di inizio 2023 al 40% della fine dello stesso anno. «Abbiamo evidenziato una situazione sempre più critica per le famiglie italiane – spiega Gianfranco Dote, ceo di Save Your Home –. Per molte famiglie, infatti, è in gioco un valore di rango costituzionale: il diritto all’abitazione. Per difenderci da questa emergenza vogliamo invitare la politica e gli istituti di credito a considerare nei processi di gestione del credito lo strumento della cartolarizzazione a valenza sociale, che incontra le esigenze delle banche di smaltire i crediti deteriorati con quella degli investitori che possono optare finalmente per una operazione trasparente, etica e ad alto impatto sociale. Attraverso questo meccanismo è possibile trasformare un debitore incagliato in un consumatore nuovamente solvibile, senza che perda la sua abitazione all’asta, con la garanzia che estingua definitivamente il suo mutuo e concedendo anche la possibilità di essere re-incluso finanziariamente».

La conferma arriva anche da Carlo De Masi, presidente nazionale di Adiconsum: «La spesa dei consumi è aumentata del 2%, però è diminuito il risparmio del 5%. Sono 3,5 milioni le famiglie italiane che hanno un mutuo in corso, per un valore complessivo di oltre 430 miliardi di euro, più del 36% ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile. Di queste famiglie, 400mila sono in situazione critica per il pagamento e rischiano di perdere la casa». L'Associazione nazionale impegnata nella tutela e difesa dei diritti dei consumatori ha anche firmato un protocollo di intesa con Save Your Home e con Esdebitami retake, società benefit specializzata in servizi di consulenza in materia di soluzioni alla crisi da sovraindebitamento. Questa partnership nasce dall'obiettivo comune di offrire soluzioni concrete e sostenibili a tutte quelle famiglie che si trovano in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo e rischiano di finire in situazioni di sovraindebitamento.

Secondo i dati dell'Osservatorio, l'aumento del costo del denaro genera una pressione crescente sulle famiglie che si trovano impreparate a gestire il corposo aumento delle rate. E stima che il 60% del reddito mensile di una famiglia media venga eroso dalla rata del mutuo con tasso variabile, raggiungendo una pericolosa situazione di allerta per tutte le fasce di reddito fino almeno a 1.900 euro netti mensili.

L’Osservatorio suddivide le famiglie italiane in quattro gruppi: le solide, quelle resilienti, quelle in bilico e quelle insolventi. Dall’indagine emerge come le famiglie in bilico e quelle insolventi, che rappresentano complessivamente il 16% delle famiglie analizzate, siano quelle che si trovano in una posizione di maggiore criticità. Infatti, emerge che, tra le famiglie in bilico, il 46% dichiara di avere in corso un prestito finalizzato all’acquisto di un bene o servizio (per le famiglie insolventi è pari al 44%) o un prestito legato a una necessità di liquidità senza uno scopo predeterminato (30% delle famiglie in bilico e 20% delle famiglie insolventi) o una rateizzazione di pagamento tramite carta revolving o dilazione “Buy Now Pay Later” (25% delle famiglie in bilico e 43% delle insolventi).

Nomisma prevede inoltre, nei prossimi mesi, un deterioramento della qualità del credito e aumento delle insolvenze, che si rifletterà probabilmente anche sul mercato delle aste. Le aste nel 2024 saranno, secondo le previsioni, tra le 160mile e le 180mila, in aumento del 12% rispetto al 2023.

Per altro le aste presentano molte criticità e inefficienze, con macro-costi valutati complessivamente in nove miliardi di euro per il sistema pubblico, un costo per famiglia escussa di 23mila euro ed effetti negativi sia per le banche sia per le famiglie: i prezzi di aggiudicazione arrivano infatti a dimezzare il valore dell’immobile rispetto alle quotazioni di mercato (con punte che possono raggiungere il -65%), mentre la lunghezza e l’onerosità dei procedimenti rischiano di ridurre ulteriormente il ricavato effettivo, lasciando ampie quote di scoperto a danno di creditori e debitori.