Economia

TARANTO / 1. Ilva, dopo le dimissioni annunciate dal Cda interviene il governo

lunedì 27 maggio 2013
Il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha incontrato i vertici dell'Ilva e il presidente della Puglia Nichi Vendola, dopo che sabato scorso il Cda dell'azienda siderurgica ha annunciato le dimissioni in seguito al sequestro di otto miliardi di euro della società controllante Riva Fire nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Taranto per una serie di reati ambientali."I rappresentanti dell'esecutivo e delle istituzioni locali hanno confermato l' impegno, nell'ambito delle proprie competenze, affinché l'attività  dell'Ilva - nel quadro di una rigorosa attuazione dell'Aia - si svolga nel massimo rispetto dell'ambiente e della tutela della salute". Lo indica il Ministero dello Sviluppo dopo la riunione sull'Ilva. Nel corso della riunione "sono state acquisite ulteriori informazioni sulla situazione aziendale"."A me pare che sia arrivato il momento di separare i destini della famiglia da quelli della azienda: l'amministrazione straordinaria è la strada che consente di portare avanti le bonifiche e l'attività", ha detto Nichi Vendola al termine della riunione.Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, entrando al ministero per la riunione ha detto: "Non sono d'accordo con le dimissioni perché drammatizzano la situazione. Al governo chiediamo che fornisca garanzie sugli interventi a protezione della salute dei cittadini prima di tutto, ed anche per la continuazione dell'attività". A chi gli chiedeva se fosse favorevole a un commissariamento, il sindaco ha risposto: "Non mi interessano le modalità ma i risultati".Alla riunione ha partecipa anche il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti ha detto stamani di augurarsi un "ripensamento" sulle dimissioni.Domani Zanonato riferirà degli esiti dell'incontro al premier Enrico Letta.L'ILVA FA RICORSO CONTRO IL SEQUESTROIn un comunicato, l'Ilva ha affermato che le dimissioni del Consiglio di amministrazione, a partire dall'amministratore delegato Enrico Bondi e dal presidente Bruno Ferrante - quest'ultimo indagato nell'inchiesta tarantina -, saranno presentate ufficialmente all'assemblea degli azionisti del 5 giugno. L'azienda ha anche reso noto che farà ricorso contro il sequestro, che a suo avviso minaccia la capacità produttiva degli impianti, che nella città pugliese danno lavoro direttamente a 11mila persone. Ieri, in un'intervista tv, il ministro ha detto che "se si ferma un'azienda di questo tipo possiamo dire addio a tutta l'industria siderurgica e avremmo problemi con l'industria meccanica".