Economia

Energia. Il gas schizza oltre 130 euro. Sul tetto al prezzo è battaglia a Bruxelles

Paolo M. Alfieri giovedì 24 novembre 2022

Il gas arriva in Commissione Europea

È tornato a correre, stamattina, il prezzo del gas, dopo che la controversa proposta al tetto del prezzo da parte della Commissione Europea sembra aver scontentato la grande maggioranza dei Paesi dell’Unione. Il rally dei future del gas al Ttf di Amsterdam ha sfondato stamane quota 130 euro al megawattora e potrebbe crescere ancora. La proposta della Commissione sembra intanto già davanti a un vicolo cieco. Tra gli almeno quindici Paesi contrari anche l’Italia, che pure invoca da tempo il “price cap”, un tetto al prezzo del gas, ma non nei numeri e nelle modalità avanzate dalla Commissione. Recriminazioni a cui si accoda anche il manipolo dei contrari, guidati da Germania e Paesi Bassi e comprendenti anche l’Ungheria di Viktor Orbán, che di price cap non vogliono sentir parlare.

Cosa non piace della proposta di Ursula von der Leyen? Sia la soglia, che è ritenuta decisamente troppo alta, che le modalità di attivazione del price cap, che prevedono che la quotazione resti al di sopra dei 275 euro a megawattora per due settimane consecutive e che la differenza con gli indici di riferimento globali per il Gnl sia di almeno 58 euro per megawattora per 10 giorni consecutivi. Uno scenario in cui che non si è verificato nemmeno durante la crisi dei prezzi impazziti di agosto, quando il prezzo del gas al Ttf aveva sfiorato i 350 euro ma non e' rimasto sopra il livello di 275 euro per più di 14 giorni. Oltre a queste due condizioni, la proposta della Commissione prevede molte garanzie per sospendere il cap in caso metta in pericolo la sicurezza dell'approvvigionamento o la stabilità dei mercati finanziari, il che rende il meccanismo quasi inapplicabile.

La Commissaria Europa per l'Energia Kadri Simson - Reuters

Per l'Italia il price cap Ue così com'è "rischia di essere inefficace, una pura bandiera" che, ha argomentato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, invece che arginare la speculazione non farebbe che soffiarci sopra, rivelandosi controproducente. Anche la ministra spagnola Teresa Ribeira si è detta pronta a opporsi "in maniera forte" a un testo che sembra "un gioco", colpevole di "generare l'effetto opposto a quello desiderato" con "un maggiore aumento artificiale dei prezzi", mentre da Varsavia un "preoccupato" primo ministro Mateusz Morawiecki punta a fare squadra con gli omologhi di Visegrad. Ed è lapidario il giudizio di Parigi: la proposta, hanno sentenziato fonti di governo, "è insufficiente, inefficace e incoerente" e ora Bruxelles deve presentare "soluzioni praticabili e operative", non fare "propaganda politica". Una richiesta che l'alleanza dei quindici Paesi sostenitori del cap (tra loro anche Belgio, Grecia e Croazia) è pronta a recapitare direttamente alla commissaria Ue per l'Energia, Kadri Simson. Secondo il ministro Pichetto, la strategia dei 15 contrari è di “trattare l’intero pacchetto” complessivamente: in assenza del tetto al prezzo, non passerà neanche il provvedimento sulla solidarietà in materia di gas, cui tiene molto la Germania.

Ad aggravare la posizione della Commissione Europea è poi il biasimo del fronte dei contrari, capeggiato da Berlino e L'Aja, per tradizione paladine del non interventismo sul mercato. E che della proposta, hanno spiegato alcune fonti diplomatiche europee interpretandone lo scetticismo, avrebbero fatto volentieri a meno in quanto "molto rischiosa" per la sicurezza degli stock, "del tutto fuori luogo" e capace di influenzare i mercati in modo negativo allontanando i carichi di Gnl dai porti europei. Detto questo, per la Germania "la proposta della Commissione è già una sorta di compromesso" che "va nella direzione giusta". Ma per i contrari, su questi numeri e su queste modalità, non sembra esserci trattativa possibile.

La Commissaria Simson ha peraltro già annunciato che si ridiscuterà del price cap nel Consiglio straordinario del 19 dicembre. "Sappiamo che c'è un altro Consiglio nella settimana di Natale, ci incontreremo lì", ha spiegato. Il ministro dell'Industria ceco Jozef Sikela si è invece detto pronto a convocare tutti i Consigli straordinari necessari per arrivare ad un accordo.