Economia

LE MISURE DI AUSTERITY. Grecia, ancora migliaia in piazza I vescovi: situazione tragica

sabato 11 febbraio 2012

Migliaia di dimostranti sono scesi in piazza nelle principali città della Grecia nella seconda giornata di sciopero generale indetto per protestare contro il nuono piano di austerità varato ieri dal governo. Ad Atene oltre 3.500 persone si sono radunate nel centro della capitale, mentre altre 4mila si contano a Salonicco, nel nord del Paese.Ingenti le forze di sicurezza schierate per evitare nuovi incidenti dopo gli scontri di ieri, quando centinaia didimostranti hanno attaccato con pietre e molotov la polizia nei pressi della centralissima piazza Syntagma.Alta l'adesione allo sciopero, secondo i sindacati, in particolare nel settore dei trasporti pubblici. Ad Atenebloccati treni, autobus e gran parte della metro. Anche nei porti della Grecia, cargo e traghetti sono rimasti fermi alle banchine. Più tranquilla la situazione del traffico aereo, dal momento che i controllori di volo non hanno aderito allo sciopero, mentre gli ospedali sono aperti solo per emergenze.C'è attesa per il voto in Parlamento di domani, quando i deputati saranno chiamati a ratificare il piano varato nella notte dal governo di Lucas Papademos. Il via libera alle nuove misure di austerità richieste dalla troika è necessario per sbloccare il secondo programma di aiuti da 130 miliardi di euro, indispensabile per evitare il default.

APPELLO DEI VESCOVI AL PAPAIl presidente dei vescovi cattolici greci, Francesco Papamanolis, ha lanciato un appello al Papa, chiedendo a Benedetto XVI di intervenire in aiuto dei greci che si trovano in una "situazione sociale tragica" alle prese con durissime misure di austerità. Abbiamo bisogno di aiuti per assistere le persone", ha sottolineato il vescovo, ricordando le difficoltà in cui versano gli ospedali, senza riscaldamento nè medicine, mentre alcune diocesi sono state costrette a vendere proprietà per pagare le tasse.Papamanolis ha invitato le chiese cattoliche negli altri Paesi europei a mostrare solidarietà. "Abbiamo informato anche la Congregazione per le Chiese Orientali al Vaticano, abbiamo lanciato appelli, finora niente", ha aggiunto il vescovo, ricordando che "noi cattolici siamo una piccola minoranza in Grecia, ma abbiamo dato il nostro contributo alla società".