Economia

Referendum. Ex Gkn: i lavoratori approvano l'accordo sulla riconversione

Cinzia Arena sabato 22 gennaio 2022

I lavoratori dell'ex Gkn approvano accordo del Mise su reindustrializzazione

Maggioranza bulgara per il referendum sull’accordo quadro di riconversione dell’ex Gkn di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, che produceva semiassi per le automobili. Gli operai della fabbrica, finita sotto i riflettori lo scorso luglio per via della lettera di licenziamento collettiva inviata dalla proprietà (il fondo inglese Melrose) via mail, hanno dato via libera all’intesa sottoscritta al Mise mercoledì scorso. Al voto hanno partecipato 265 lavoratori, il 74% dei 354 aventi diritto (i dipendenti erano 422 a luglio, alcuni si sono già ricollocati): i sì sono stati 262, soltanto due i voti contrari e uno nullo. Lo stabilimento è temporaneamente affidato all’imprenditore Francesco Borgomeo che si è impegnato a gestire la riconversione e la messa sul mercato. Il primo obiettivo è la tutela dei posti di lavoro. L’intesa raggiunta tra la Qf di Borgomeo, i sindacati e le istituzioni fissa come punto fermo il passaggio della fabbrica al futuro proprietario in "continuità" occupazionale entro la fine di agosto. In questo periodo ponte è previsto il ricorso alla cassa integrazione, eventuali integrazioni al reddito nonché percorsi formazione su misura. La nuova impresa dovrà assumere minimo 370 persone dando priorità a chi ha lavorato per la Gkn, anche in appalto o in somministrazione. A fare da paracadute sarà proprio la Qf che si è impegnata a fare in proprio la reindustrializzazione se non si troverà un’altra soluzione. Il cronoprogramma prevede per metà febbraio la comunicazione dei soggetti interessati. Si sussurra che ce ne sia già almeno uno: un’impresa di macchinari per la farmaceutica.

Per i lavoratori il traguardo tagliato ieri è frutto di una grande determinazione. Hanno presidiato la fabbrica per sei mesi, sono scesi in piazza e hanno raccolto la solidarietà dell’intero territorio. Il licenziamento collettivo è stato sventato grazie al ricorso vinto dalla Fiom che ha reso possibile la continuazione della vertenza fino allo sbocco attuale. «Abbiamo strappato un accordo innovativo in un contesto sociale ostile – sottolinea Dario Salvetti, delegato della Rsu – Abbiamo seguito un’impostazione collettiva e comunitaria». Resistendo nonostante il momento sfavorevole. «Un altro Stato, un altro governo avrebbero salvato la fabbrica con le sue macchine e le sue produzioni. Questa reindustrializzazione – che invece è lo svuotamento della fabbrica per essere riempita con altri macchinari e altre produzioni – è un processo che abbiamo subito e di cui pagheremo il prezzo con mesi di ammortizzatori e incertezze». Per la Fiom si tratta di un ottimo risultato. In una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale e responsabile automotive, e Daniele Calosi, segretario provinciale di Firenze assicurano il massimo impegno insieme alle Rsu affinché «proprietà e istituzioni rendano concreti gli obiettivi come da cronoprogramma per consentire la ripresa dell’attività e garantire la continuità occupazionale di tutti i lavoratori, compresi quelli degli appalti». Parla di un "risultato straordinario" il sindaco di Firenze Dario Nardella. Un accordo che «chiude un lungo e difficile percorso e ci permette di aprire una nuova fase». Il primo passo sarà ottenere le risorse per la cassa integrazione ordinaria che «mi auguro il ministro Orlando possa aiutarci a ottenere rapidamente».