Economia

Crescita zero. Il Giappone entra in recessione e cede il podio alla Germania

Cinzia Arena giovedì 15 febbraio 2024

Il primo ministro giapponese Fumio Kishida

Decrescita e debito pubblico in forte aumento: anche il Giappone deve fare i conti con la crisi economica e scendere dal podio delle superpotenze.

Il Paese del Sol Levante è scivolato inaspettatamente in recessione alla fine dello scorso anno, perdendo il titolo di terza economia mondiale in favore della Germania che segue Stati Uniti e Cina e sollevando dubbi su quando la Banca Centrale che sinora ha adottato politiche molti diverse da quelle della Fed e della Bce, inizierà ad abbandonare la sua strategia ultra-accomodante e ad alzare i tassi di interesse fermi da sedici anni.

Il Pil nipponico si è contratto per il secondo trimestre consecutivo e nel quarto trimestre del 2023 ha registrato un -0,4% tendenziale e un -0,1% congiunturale, a causa della debole domanda della vicina Cina. Gli analisti si aspettavano un rimbalzo dell’1,4%, dopo che nel terzo trimestre l'economia giapponese era crollata del 3,3%.

Il Pil nominale nel 2023, non corretto per l'inflazione, si è attestato a 591,48 trilioni di yen (4,21 trilioni di dollari Usa). Con queste cifre il Paese ha perso il suo status di terza economia mondiale a favore della Germania, che aveva una dimensione di circa 4,46 trilioni di dollari, ha riferito l'agenzia di stampa nazionale Kyodo.

Due trimestri consecutivi di contrazione sono tipicamente considerati la definizione di una recessione tecnica. Mentre molti analisti si aspettano ancora che la Banca del Giappone elimini gradualmente il suo massiccio stimolo monetario nel corso del 2024. I dati deboli potrebbero mettere in dubbio la sua previsione ottimistica sugli effetti dell'aumento dei salari a sostegno dei consumi. Tokyo ipotizzava infatti una riduzione dell'inflazione in modo duraturo intorno al 2%. Ma adesso aumentano le possibilità che si arrivi ad un aumento dei tassi di interesse, sarebbe la prima volta dal 2007.

Per gli analisti due cali consecutivi del Pil e tre cali consecutivi della domanda interna sono una cattiva notizia, anche se le revisioni potrebbero modificare marginalmente i numeri finali. A preoccupare soprattutto la lentezza dei consumi e delle spese in conto capitale, che sono i pilastri fondamentali della domanda interna. In queste condizioni è assai probabile che l'economia per il momento, senza nuovi fattori chiave di crescita, continuei a perde slancio.

Dati negativi arrivano anche sul fronte del debito pubblico che nel 2023 ha raggiunto la cifra record di oltre 1.286 trilioni di yen (oltre 8 mila miliardi di euro) come mostrato dai dati pubblicati dal ministero delle Finanze (Mof), riflettendo la stretta dipendenza dal debito per soddisfare le esigenze di spesa, aggravata negli ultimi anni da pandemia, inflazione e investimenti nella difesa. Nonostante le entrate fiscali record degli ultimi anni, il debito della ormai quarta economia mondiale, nelle sue componenti di titoli di Stato, prestiti e finanziamenti, ha raggiunto un valore di oltre il doppio del prodotto interno lordo del paese, aumentando di 29,45 trilioni di yen (oltre 182 miliardi di euro) solamente nell'ultimo anno.