Economia

Roma. Garanzia giovani per rispondere all'emergenza

martedì 4 marzo 2014
Concorrenza tra i servizi per l’impiego pubblici e privati; semplificazione delle regole di ingresso nel mercato del lavoro e dell’apprendistato; potenziamento di scuole, università e centri di formazione come servizi di collocamento e rafforzamento della partnership tra imprese e istituti tecnici e professionali.Questi alcuni tra i temi affrontati in Assolombarda dagli assessori all’istruzione, formazione e lavoro di quattro tra le regioni italiane maggiormente impegnate nelle azioni per contrastare la disoccupazione giovanile, Valentina Aprea (Regione Lombardia), Elena Donazzan (Regione Veneto), Severino Nappi (Regione Campania), Sergio Rossetti (Regione Liguria), da Michele Angelo Verna, Direttore Generale di Assolombarda, e da Gabriele Fava, Giuslavorista, Emmanuele Massagli, Presidente ADAPT, Andrea Bairati, Direttore Politiche Territoriali, Ricerca ed Education di Confindustria, Luigi Brugnaro, Presidente Assolavoro e Tito Boeri dell’Università Bocconi, nel corso dell’incontro Youth Guarantee: Road map to employability. L’attuazione di Garanzia giovani rappresenta, infatti, un’occasione da non perdere: nel biennio 2014-15 saranno mobilitate risorse per circa un miliardo e mezzo di euro, volte a offrire opportunità di lavoro o di formazione ai giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni in uscita dal sistema formativo. Questi giovani, entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dalla conclusione degli studi, dovranno registrarsi al programma ‘Garanzia giovani’ per usufruire dei servizi messi a disposizione, evitando così di entrare nella schiera dei cosiddetti NEET (Not in Employement, not in Education, not in Training), il cui numero in Italia è pari a 1.336.000 persone, cioè il 22,2% della popolazione tra i 15 e i 24 anni. Dall’incontro, promosso da Assolombarda, è emersa una comune visione su come attuare al meglio il Piano ‘Garanzia giovani’, sintetizzata in precise proposte che i rappresentanti delle Regioni presenteranno domani al nuovo Ministro per il Lavoro Giuliano Poletti.Innanzitutto, occorre estendere a tutte le Regioni le misure più efficaci che sono state già sperimentate in alcune Regioni, come la Dote Unica Lavoro, che individua quattro distinte fasce d’intensità d’aiuto in relazione alle diverse difficoltà occupazionali delle persone, e i Voucher che i giovani possono utilizzare per usufruire dei servizi erogati dalle Agenzie per il lavoro o dai Centri per l’Impiego.Occorre poi liberalizzare i servizi all’impiego per creare una vera competizione tra il servizio pubblico, rappresentato dai Centri per l’Impiego, e il servizio privato, offerto dalle Agenzie per il Lavoro. Secondo dati Eurostat, i Centri per l’Impiego pubblici intermediano, infatti, in Italia meno del 3% dei contratti di lavoro che vengono annualmente stipulati.Parallelamente occorre potenziare le scuole, le università e i centri di formazione, come veri e propri ‘service’ di collocamento e orientamento per i ‘giovani-studenti’. Come dimostra, poi, l’esperienza vincente della Germania, una parte del problema dell’Italia è la mancanza di una adeguata formazione terziaria non accademica e la mancanza di una partnership tra imprese e istituti tecnici e professionali, al fine di accrescere le competenze richieste dalle imprese e stimolare così la formazione di curricula più appetibili. “Il Paese si trova di fronte a una situazione occupazionale che deve essere rilanciata, soprattutto per i giovani – ha sostenuto Valentina Aprea, assessore Istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia -. Si tratta di rafforzare le politiche attive per supportare i giovani nella transizione dalla scuola al lavoro e avvicinare con decisione la scuola all’impresa. Garanzia Giovani è l’occasione, anche in Regione Lombardia, per rafforzare Dote Unica Lavoro per i giovani e per responsabilizzare le istituzioni scolastiche e le Università nell’individuare percorsi formativi e occupazionali efficaci per i loro studenti”.“Siamo in una trasformazione continua e anche gli strumenti devono essere aggiornati per essere veloci ed efficaci rispetto alle esigenze di un mercato del lavoro che cambia e a una aspettativa di vita dei giovani che non possiamo disattendere – ha affermato Elena Donazzan, assessore all'Istruzione, formazione e lavoro della Regione Veneto -.  In Veneto abbiamo percorso strade nuove e dato risposte che hanno permesso a migliaia di giovani di trovare una opportunità”."Per la Campania il piano ‘Garanzia giovani’ è innanzitutto una sfida, è un'occasione da non perdere per accompagnare i nostri giovani nel loro primo grande viaggio, quello verso il mondo del lavoro – ha dichiarato Severino Nappi, assessore Lavoro, formazione e orientamento professionale, politiche dell’emigrazione e dell’Immigrazione della Regione Campania -. Abbiamo condiviso con le parti sociali regole e strumenti per dire  ai nostri  ragazzi che non sono soli, che le Istituzioni ci sono, che la politica non è qualcosa di astratto e lontano, ma che sente il dovere e ha la voglia di prendersi cura di loro, di ciascuno di loro, per guidarli nel primo approccio e nel primo orientamento nel lavoro. Garanzia giovani in Campania non promette l'occupazione per tutti e subito, ma ha l'ambizione di avviare una rivoluzione nel funzionamento del mercato del lavoro, partendo dalla scoperta di tutti gli strumenti che sono in campo. E su questo possiamo dire, finalmente, che la Campania è all'avanguardia".“Interpreto la garanzia giovani un'occasione nazionale per valutare le azioni messe in campo dalle regioni e innovare tutte le politiche attive del lavoro – ha affermato Sergio Rossetti, assessore alle Risorse finanziarie e controlli, patrimonio e amministrazione generale, istruzione, formazione, Università della Regione Liguria -.  Si tratta di sviluppare le azioni di mediazione tra offerta e domanda e non solo incentivare le aziende o fare consulenza ai giovani in cerca di lavoro. E’ il momento di mettere in collegamento i tirocini scolastici e l’alternanza scuola lavoro con il tirocinio post titolo e l’apprendistato.”“La disoccupazione giovanile è una piaga che sta avendo conseguenze molto negative per la competitività del nostro Paese - ha affermato Michele Angelo Verna, direttore generale di Assolombarda -. Per essere davvero efficace, la Youth Guarantee deve però ritrovare la sua  dimensione territoriale, perché è proprio sul territorio che si realizza la relazione diretta con le imprese e le loro esigenze. Come Assolombarda condividiamo, dunque, le preoccupazioni delle Regioni e ci auguriamo che il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti possa offrire risposte tempestive volte sia ad assicurare la necessaria flessibilità nelle convenzioni tra Stato e Regioni, perché ogni territorio possa adottare le misure più efficaci, sia a evitare che vengano sottratti alle Regioni i fondi europei già a loro attribuiti”. “Infine – ha concluso Verna – il preannunciato Sistema informatico centralizzato non sembra così necessario e rischia di rallentare l’adozione di misure più incisive e finalizzate alla creazione di opportunità professionali e di formazione. Teniamo conto che esistono già i singoli database nazionali delle Agenzie per il Lavoro le quali, va ricordato, intermediano la maggior parte dei rapporti di lavoro in Italia”.