Economia

RIFORME E LAVORO. Fornero: posto fisso? Nessuna demonizzazione

sabato 4 febbraio 2012
​«Dobbiamo sforzarci di avere una flessibilità buona. La flessibilità cattiva si traduce in precarietà». Lo afferma il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ospite di Sky Tg24, quale obiettivo della riforma del mercato del lavoro. «Nessuna demonizzazione del posto fisso», dice il ministro, che sottolinea: «Il posto fisso rimane un'importante aspirazione per molti. Se non la possiamo realizzare appieno per tutti, l'importante è che chi sperimenta, chi accetta la flessibilità non ne paghi i costi».Parlando di flessibilità buona e cattiva, il ministro fa riferimento anche alle liberalizzazioni: «Per molte categorie questa è stata accolta come una cattiveria del governo ma l'idea era sempre di introdurre elementi di flessibilità in certe categorie che sembravano un po' chiuse». «Se un datore di lavoro trova che la flessibilità è un elemento positivo per ragioni organizzative, perché le modalità produttive cambiano, un po' dovrebbe pagare. Quello che dobbiamo rompere è il meccanismo per cui i lavori flessibili sono anche quelli che costano di meno», cosa che quindi «conviene» alle aziende. Questo meccanismo «lo dobbiamo spezzare.Noi dobbiamo dire:la flessibilità è qualcosa che per te vale e quindi la devi pagare di più».«Si parla troppo di articolo 18. Non considero affatto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso una mia avversaria. La considero una persone con un ruolo importantissimo, rappresenta moltissimi lavoratori italiani». Ai leader dei sindacati e di Confindustria, Fornero spiega di aver detto: «Dobbiamo partire dai problemi, siamo qui per discutere e dialogare, possiamo cercare delle soluzioni. Questo governo è tecnico, non ha parti della società italiana che vuole favorire o partiti cui é particolarmente legato. Si dialoga, però questo governo ha l'ambizione di fare politiche per il Paese, per il futuro del Paese. Può essere un'ambizione eccessiva, ma è questa».La riforma delle pensioni, ha continuato la Fornero, «è stata un passo importantissimo per allontanare l'Italia dal baratro della crisi finanziario, l'Italia ci era vicinissima». E aggiunge che quella riforma ha cambiato il modo in cui si calcolano le pensioni» con il passaggio al metodo contributivo «per tutti gli italiani o quasi tutti - aggiunge - c'è ancora qualcuno su cui lavoreremo» per esempio «i liberi professionisti, alcuni dei quali resistono un po' all'adozione di questo metodo che noi pensiamo sia equo». Una riforma, secondo Fornero, che va incontro anche alle generazioni future, su cui «c'era un peso gravoso». Fornero sottolinea inoltre che «dobbiamo dare atto che c'è stata anche una grande riforma dei vitalizi dei parlamentari, sia alla Camera sia al Senato». E sui ricorsi presentati, il ministro dice: «Mi dispiace che non siano stati convinti della bontà del metodo».