Economia

Acri. «Le Fondazioni sviluppino un nuovo welfare»

mercoledì 7 maggio 2014
"Un nuovo welfare" che possa "da un lato contribuire a evitare sprechi, duplicazioni e assenza di responsabilizzazione" e dall'altro "favorire la crescita del sistema economico e sociale, generando opportunità di lavoro". Così Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri (Associazione Fondazioni e Casse di risparmio), spiega le linee programmatiche comuni approvate oggi a Roma dall'assemblea annuale dell'Acri per rendere sempre più efficace l'intervento delle Fondazioni di origine bancaria sul fronte del welfare, un settore a cui ogni anno gli enti destinano intorno al 30% (300 milioni di euro nel solo 2012) delle loro erogazioni filantropiche. "Nella convinzione che la risposta alla crisi del nostro welfare non potrà che essere collettiva -spiega una nota dell'Acri- l'idea è quella di sviluppare forme innovative nel campo dell'assistenza sociale che, facendo leva sul principio di sussidiarietà, promuovano la formazione di un welfare di comunità, ovvero un welfare basato su una pluralità di soggetti, ma anche di soluzioni, in cui sostenibilità, equità, accesso e responsabilità si articolino in formati nuovi e trovino un baricentro essenziale nel territorio e nella comunità, comunque definita"."L'obiettivo è sviluppare le capacità e l'autonomia delle persone, delle comunità e della società nel suo insieme, affinché nell'ambito di un più ricco e articolato panorama di risposte a cui, in aggiunta allo Stato e agli enti locali, partecipino tutti i soggetti, dal non profit ai cittadini, dalle fondazioni di erogazione al welfare aziendale, si possa soddisfare i bisogni sociali in maniera al contempo universalistica e selettiva", aggiunge Guzzetti. Il documento approvato oggi dall'assemblea Acri è stato predisposto da un gruppo di lavoro, guidato dal vicepresidente dell'Acri e presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Vincenzo Marini Marini.Tre le priorità a cui ispirare gli interventi nell'area socio-assistenziale: individuare modelli capaci di perseguire obiettivi sia di efficacia che di efficienza; implementare interventi che sviluppino o potenzino le risorse umane e professionali, nonché le reti presenti sui territori; promuovere sistemi di 'governo comunitario' e di erogazione dei servizi in grado di integrare in modo virtuoso, in una logica di sussidiarietà, le risorse pubbliche e quelle private disponibili. I contenuti potranno essere affinati a seguito della sperimentazione.L'Acri propone per le Fondazioni un compito peculiare, nell'ambito del Terzo settore e nel rispetto del ruolo delle istituzioni locali preposte, caratterizzato da una ricerca proattiva dell'innovazione, dalla costante attenzione a verificare l'efficacia e l'efficienza degli interventi, dalla promozione del coordinamento tra i diversi soggetti per favorire la costruzione di 'reti sociali'. Riguardo all'innovazione, le Fondazioni possono promuovere sperimentazioni pilota di modelli di intervento, per valutarne l'efficacia nella soluzione dei problemi; sostenere l'ingegnerizzazione di soluzioni organizzative promettenti da portare a regime e la diffusione di modelli efficaci, specialmente per ridurre la frammentazione dell'offerta e favorire il buon funzionamento di reti multi-attore; contribuire a diffondere una cultura del monitoraggio e della valutazione comparativa dell'efficacia, dei costi e dei benefici delle politiche e degli interventi di welfare.