Economia

Fondazione Sacra Famiglia. Contratto integrativo, trovato l'accordo

Redazione Romana martedì 7 luglio 2020

La struttura di Cesano Boscone (Milano)

Fondazione Sacra Famiglia è una organizzazione non profit di ispirazione cristiana che da più di 120 anni accoglie, cura e accompagna disabili e anziani che soffrono di complesse e gravi fragilità o disabilità fisiche e psichiche attraverso una rete di strutture e servizi in regime residenziale, diurno e ambulatoriale. Ogni anno eroga oltre 360mila prestazioni sanitarie e sociosanitarie, assiste 12mila persone nelle oltre 60 Unità di accoglienza e di riabilitazione in Lombardia, Piemonte e Liguria. Il rapporto di lavoro del personale dipendente di Fondazione Sacra Famiglia è regolato dal contratto collettivo nazionale di lavoro Uneba. A integrazione di questo, Sacra Famiglia ha predisposto un contratto integrativo aziendale, ratificato il 29 giugno 2020 e che avrà validità fino al 2028. L’accordo integrativo va a toccare i seguenti punti:

· Banca ore: le ore straordinarie confluiscono in una Banca Ore con regolazione quadrimestrale o annuale;

· Welfare: le misure di welfare aziendale in vigore sono potenziate e ulteriormente finanziate;

· Part time: la misura viene agevolata, grazie all’accoglimento di un numero più elevato di richieste;

· Permessi: sono garantiti fino a cinque giorni retribuiti per gravi motivi o per donazione organi;

· Maternità: Fondazione Sacra Famiglia integra l’indennità Inps per raggiungere il 100% dello stipendio;

· Formazione: aumenta il numero di ore retribuite riconosciute a fini formativi.

In occasione della firma del contratto integrativo Alessandro Palladini, direttore del personale e organizzazione di Fondazione Sacra Famiglia ha commentato: «Nonostante il periodo complicato e le passate tensioni, Fondazione Sacra Famiglia è riuscita a chiudere un accordo integrativo migliorativo delle condizioni dei lavoratori, non solo di quelli con contratto Uneba ma anche degli ex Aris. Abbiamo cercato un accordo sostenibile e soddisfacente per tutti. Si tratta di un investimento non da poco a cui abbiamo fortemente creduto e che siamo fieri di aver raggiunto, anche perché permette di aprire una fase nuova, di raggiunta serenità, e che porterà ad un miglioramento della stabilità della Fondazione».