Economia

GUARDIA DI FINANZA. Controllati 2mila professionisti in 4 mesi: nascosti al Fisco 221 milioni di euro

giovedì 10 maggio 2012
Nei primi quattro mesi dell'anno oltre 2 mila professionisti sono stati controllati dalla Guardia di Finanza. Avvocati, notai, commercialisti, medici, architetti e ingegneri sono finiti sotto la lente delle Fiamme Gialle. Professioni, spiegano le Fiamme Gialle, "ritenute 'fiscalmente pericolose', quelle cioè più a rischio di evasione, individuate dopo l'analisi, l'approfondimento e l'incrocio di informazioni ricavate dall'azione di intelligence, dal controllo economico del territorio, dallebanche dati e dai lavori a progetto del Nucleo Speciale Entrate della Finanza".È un vero e proprio "tesoretto" quello scoperto dalle Fiamme Gialle: 189 milioni di euro di redditi nascosti alfisco a cui si aggiungono 32 milioni di Iva non dichiarata.Tra i casi più eclatanti, quelli di un avvocato e di un commercialista scoperti dai finanzieri di Brescia che avevano nascosto al Fisco compensi per oltre 1 milione di euro ciascuno. Ben diversa la vicenda che ha riguardato un altro avvocato della provincia di Chieti, dove a farne le spese sono stati i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di imbattersi nel professionista. L'uomo, infatti, ha convinto i clienti ad investire i propri risparmi in acquisti di immobili in aste giudiziali la cui successiva rivendita avrebbe dovuto fruttare guadagni dal 5 al 20%. I soldi però - in tutto, 7 milioni di euro - una volta intascati dall'avvocato finivano direttamente nei suoi conti bancari, o in quelli intestati al nipote, che per questo è accusato di riciclaggio.Solo 10 euro di ricavi, invece, la cifra dichiarata al Fisco da un medico pizzicato dalle Fiamme Gialle di Terni a bordo di una grossa Mercedes da 65 mila euro. Ed è stato proprio il lusso ad incastrarlo, i finanzieri gli hanno ricostruito oltre 320 mila euro di ricavi sottratti alle casse dello Stato.Superano infine il milione di euro i compensi non dichiarati da un notaio (1,4 milioni di euro), da un ingegnere (1,3 milioni di euro) e da un architetto (1,1 milioni di euro) scoperti rispettivamente dalla GdF di Napoli, Caserta e Ascoli Piceno.