Economia

Commercio. Feste senza legge per riposare

Luca Mazza domenica 23 dicembre 2018

Quella di oggi sarà l’ennesima domenica lavorativa per una grossa fetta del totale dei circa 300mila occupati nella Gdo e, più in generale, per tutti gli impiegati nel commercio. Una giornata che si annuncia particolarmente impegnativa, considerata l’imminenza del Natale. Da qui al 6 gennaio questa categoria di lavoratori sarà privata in alcuni giorni riposo festivo o domenicale perché – nonostante le promesse degli ultimi mesi – vige ancora il modello "7 su 7" con la deregulation selvaggia. Luigi Di Maio – vicepremier, nonché ministro del Lavoro e Sviluppo Economico – aveva garantito che prima del 2019 si sarebbe posto un freno alle aperture consentite sempre e comunque. «In materia di commercio sicuramente entro l’anno approveremo la legge che impone lo stop nei fine settimana e nei festivi a centri commerciali, con delle turnazioni e l’orario che non sarà più liberalizzato, come fatto dal governo Monti – assicurò il capo politico del M5s il 9 settembre scorso –. Quella liberalizzazione sta infatti distruggendo le famiglie italiane. Bisogna ricominciare a disciplinare orari di apertura e chiusura».

Il 2018 sta per chiudersi senza che all’annuncio sia seguito un provvedimento legislativo. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, pochi giorni fa si chiedeva che fine avesse fatto la proposta di legge di chiusura dei negozi la domenica: «Per tutti i cristiani rimane il giorno del Signore e per tutti i cittadini il giorno del meritato riposo. Rimango convinto – ha aggiunto Bassetti – che da una migliore organizzazione del lavoro, in cui si valorizzi il tempo libero e si riconosca sempre la dignità della persona, tutta la società trarrebbe giovamento».

La mancata trasformazione delle promesse in atti tangibili non significa che ai vertici del governo gialloverde abbiano cambiato idea. L’intenzione resta quella di intervenire. Il M5s, ovvero il principale partito della maggioranza, alla luce del mancato rispetto dei tempi ha fissato un nuovo termine all’inizio del 2019 per il passaggio dalle parole ai fatti. «Quella contro le liberalizzazioni selvagge è una battaglia storica del Movimento 5 Stelle e stiamo lavorando in Parlamento per ottenere il miglior testo di legge possibile e migliorare così la vita di tante famiglie, lavoratori e piccoli commercianti, che vivono attualmente una condizione unica in Europa – ha precisato un gruppo di parlamentari pentastellati –. Vogliamo che la dignità delle persone venga prima dei guadagni, vogliamo valorizzare il tempo libero familiare e ripopolare i centri storici, tutelandoli dalla concorrenza sleale dei centri commerciali. Abbiamo fatto un gran lavoro e a inizio gennaio taglieremo un nuovo importante traguardo, con l’arrivo della proposta di legge in commissione Attività produttive per il voto definitivo».

Intanto, però, queste feste natalizie non segneranno un cambio di passo. Alcuni centri lasceranno aperte le "aree food" (oltre ai cinema) persino il 25 dicembre. Tantissime strutture, poi, saranno regolarmente con le saracinesche alzate a Santo Stefano e all’Epifania (che cadrà di domenica). I sindacati di categoria hanno promosso proteste e scioperi nel commercio con iniziative a livello territoriale per tenere alta l’attenzione e la vigilanza su questo fronte. Filcams, Fisascat e Uiltucs della Toscana, per esempio, hanno proclamato l’astensione e lo sciopero dal lavoro per il 25 e 26 dicembre e per il 1° gennaio. Anche le organizzazioni sindacali del commercio di Roma e del Lazio hanno invitato tutte le lavoratrici ed i lavoratori a scioperare o comunque a non dare la propria disponibilità ad effettuare prestazioni straordinarie festive per le giornate del 25 e 26 dicembre e 1° e 6 gennaio. Protestano i lavoratori del centro commerciale Globo di Busnago (provincia di Monza e della Brianza) che ha deciso di aprire a Santo Stefano. In 600 hanno raccolto le firme per chiedere alla dirigenza di ripensarci ed hanno organizzato una manifestazione per oggi, l’antivigilia di Natale, quando presidieranno l’ingresso 3 del centro commerciale dalle 15 alle 19.Il segretario generale della Fisascat Cisl, Davide Guarini, ricorda che i lavoratori hanno diritto a non lavorare nei festivi senza subire alcuna conseguenza da questa libera decisione: «Il lavoro festivo non può essere obbligatorio, ma è su base volontaria come continueremo a ricordare a livello locale anche in questi giorni». Sul fronte normativo, Guarini attende che veda la luce una misura ad hoc: «Ad oggi la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio al dettaglio e della distribuzione moderna organizzata non è cambiata nonostante i proclami, contiamo sul fatto che una volta approvata la legge di Bilancio governo e Parlamento siano impegnati a intervenire sul commercio fin dall’inizio del 2019».