Economia

La frontiera. Fare affari tra le stelle: l'economia è spaziale

Silvia Camisasca domenica 21 gennaio 2018

Terreno di confronto (e scontro) ideologico- militare, dal lancio dello Sputnik e per tutti gli anni 70, la conquista dello spazio è stata banco di prova per affermare la supremazia tra superpotenze. Che si parli di un campo assolutamente strategico e cruciale, è evidente considerando che le tecnologie proprie del settore spaziale sono le stesse di quelle specificatamente caratterizzanti il campo militare, dai lanciatori sviluppati nelle telecomunicazioni ai sistemi di posizionamento e navigazione, dal telerilevamento satellitare alla robotica. I mutati scenari ed equilibri internazionali chiamano però lo spazio a giocare, dagli anni Ottanta in poi, un ruolo diverso: non più strumento di supremazia, ma di cooperazione pacifica, non più solo una rincorsa agli armamenti, ma alla ricerca scientifica e allo sviluppo tecnologico, vera e straordinaria opportunità della frontiera spaziale. E oggi? Cosa indica il 'termometro' spaziale? Va da sé che relazioni ed equilibri di forza parlino il linguaggio comune dell’economia: «Space Economy» è l’espressione più utilizzata nei report di programmazione industriale e, quindi, destinata ad essere protagonista del prossimo futuro. Ad aprire la strada in questa direzione furono le telecomunicazioni, con il lancio nello spazio del primo satellite, Telstar1: 55 anni dopo, le imprese attive nelle telecomunicazioni satellitari nel mondo fatturano oltre 200 miliardi annui. Decisamente 'maturo' e in costante evoluzione è il settore della navigazione satellitare, i cui sistemi e modalità di utilizzo si sono moltiplicati dalla metà degli anni ’90, quando sul mercato comparve l’americano GPS (Global Position System), la cui diffusione non accenna a diminuire: 2 miliardi sono gli esemplari attualmente in circolazione ed entro un paio di anni diventeranno 7. Non solo, secondo le previsioni della Commissione europea, con il completamento di Galileo, il sistema di navigazione satellitare europeo, si prevedono tali opportunità per la filiera ricercaindustria- mercato da far schizzare (con trend 'esponenziale') il fatturato del settore.

La popolarità senza confini dei sistemi di navigazione satellitare è essenzialmente legata all’abbinamento con i dispositivi di telecomunicazione (smartphone), all’interno dei quali forniscono servizi di localizzazione in tempo reale, anche se le applicazioni con i sistemi Gmss, estremamente vaste, abbracciano il monitoraggio delle rotte delle balene negli oceani come le misure del grado di umidità del suolo. In fase di 'maturazione' e assai promettente è poi il settore del telerilevamento satellitare: nato, ancora una volta, sulla spinta di esigenze e scopi militari, ha ben presto trovato estese applicazioni nel civile, come nel caso di Landsat1, lanciato nel 1972 dalla Nasa, seguito da altri 7 lanci, di cui l’ultimo nel 2013. Sulla scia di queste esperienze, l’Agenzia spaziale europea fece la propria parte, dando il via alle missioni radar Ers1 e 2, Envisat e, recentemente 4 missioni Sentinel. Grossi investimenti e progetti complessi in cui l’Italia sta svolgendo un ruolo decisivo con la missione Radar Cosmo-Sky-Med costituita attualmente da 4 satelliti, ai quali presto se ne aggiungeranno altri 2. Le potenzialità commerciali sono ancora in divenire, benchè il fatturato di oltre 2 miliardi stia mostrando una forte tendenza al rialzo, e, soprattutto, sempre più sta emergendo la straordinarietà delle informazioni ricavabili, addirittura rivoluzionarie per le attuali problematiche del pianeta. Si tratta, infatti, di sistemi 'ideali' alla gestione dei rischi ambientali, sia in atmosfera che in oceanografia, alla valutazione dei parametri marini e territoriali, all’individuazione di criticità sismiche e vulcaniche e alla prevenzione di fenomeni atmosferici ed erosivi delle coste.